La comune vocazione all’unità

Per molti anni una relazione di fiducia e di profonda comunione ha avvicinato il nostro frère Roger a Chiara Lubich. Vorrei darne una testimonianza personale. Quando frère Roger si trovava a Roma, di tanto in tanto gli piaceva invitare Chiara nel nostro appartamento, vicino a piazza Venezia. Ogni volta era un momento di felicità, per lui come per noi, i fratelli che abitavamo insieme. Coprivamo il tavolo con una tovaglia per appoggiare il tè e compravamo un mazzo di fiori. Voleva che per lei fossero sempre fiori bianchi, anche se in certe stagioni non era facile trovarli. Quando Chiara arrivava, incominciavano a parlare. Quanto era bello assistere a questo dialogo! Erano tutti e due molto comunicativi e piaceva loro condividere con lo stesso fuoco interiore ciò che avevano dentro. Avevano una vocazione comune all’unità e spesso si domandavano come trasmettere Cristo oggi, con la propria vita più che con le parole. Frère Roger ammirava nella fondatrice dei Focolari il dono della sua vita e, due mesi prima di morire, il primo giugno 2005, le scrisse: Non dimentico tutto ciò che ci unisce dopo tanti anni, i nostri incontri a Roma e a Graz. Lei è presente nel mio cuore e nella mia preghiera. Con i miei fratelli sappiamo che la nostra vita prende senso quando è risposta concreta ad una chiamata di Dio, all’appello a dare sé stessi passo dopo passo, senza conoscere il cammino futuro. E noi abbiamo fatto questa scoperta. C’è una felicità nel dono umile della propria vita!. Da molto tempo i nostri cammini si sono spesso incrociati con quelli dei membri del Movimento dei focolari. E questo in molti luoghi diversi, attraverso il mondo. Ogni volta abbiamo potuto sperimentare l’amicizia che esiste tra noi. Questo è stato vero specialmente nei Paesi dell’Europa dell’Est prima del cambiamento del 1989. Mi ricordo, ad esempio, che un giorno in cui accompagnavo frère Roger in Germania orientale, una giovane donna mi avvicinò discretamente e mi disse: Faccio parte dei focolarini. Sono rimasto profondamente impressionato da questo incontro in un Paese tanto provato. Adesso Chiara intercede per noi tutti presso Dio e vorrei pregare per tutti coloro che fanno parte del Movimento dei focolari con queste parole scritte dal nostro frère Roger: Tu, Cristo di compassione, donaci di essere in comunione con coloro che ci hanno preceduti e che possono rimanere così vicino a noi. Loro già contemplano l’Invisibile. Dietro di loro, tu ci prepari ad accogliere i raggi della tua luce. isione universale Un’opera generosa nanime riconoscimento a Chiara per la sua azione anche in ambito politico ed artistico.! L’opera di Chiara Lubich, fiorita nel tempo della divisione, dell’odio e del dolore, nel momento più buio dell’Europa, è iniziata a Trento, ma si è sparsa in tutto il mondo con una forza che forse neppure lei poteva immaginare. Tutta la sua vita e il suo lavoro sono state un’opera incessante, attenta, discreta, generosa come quella di una madre, per il bene del mondo e della Chiesa, con una visione universale nel senso vero della parola cattolicità. Da presidente della Commissione europea mi ha sempre colpito la discreta ma amichevole vicinanza dei Focolari. Ovunque arrivassi a rappresentare quell’idea di Europa che era tanto cara a Chiara, con molta riservatezza qualcuno di loro, presente e operante in quell’area del mondo, mi faceva sapere di essere a disposizione per accogliermi. Attorno all’accoglienza Chiara ha costruito un movimento universale, fatto per tutti, affinché tutti siano uno. Mi sono domandato spesso perché la sua proposta mi abbia sempre tanto sollecitato. Chiara non mi ha mai chiesto niente, né per sé, né per i suoi! Mi ha coinvolto nei grandi e calorosi raduni del Movimento politico per l’unità chiamato a metter su i mattoni della cooperazione e della pace in ogni parte del mondo. Credo che questo ideale di unità anche nell’economia, come l’Economia di Comunione che ha l’ardire di trasformare l’economia del profitto, stia lì ad indicarci un cammino possibile per declinare la parola insieme come un forte e continuo punto di riferimento. Chiara l’ha declinata nella vita quotidiana, insegnandoci a mettere in opera, anche nelle questioni più complicate che la politica si trova ad affrontare, il segreto di amare sempre, tutti. È il messaggio che mi ha lasciato anche nell’ultimo commovente incontro pochi mesi fa a Rocca di Papa. Romano Prodi presidente del Consiglio dei ministri Oltre la Chiesa Voglio fare le mie più sentite condoglianze per la partenza di Chiara. So quale ispirazione era lei per le vostre vite e quanto lei abbia modellato nel Movimento dei focolari il vostro generoso approccio alla cittadinanza ed all’interdipendenza. Sarei grato se poteste dire a tutti quelli che conosco nel movimento la profonda ammirazione e rispetto che ho per Chiara e le sue opere, per la sua capacità di spingersi oltre la Chiesa per trovare una causa comune nella fratellanza con tutti, e la sua meravigliosa pienezza d’anima. Benjamin R. Barber politologo statunitense Pensiero ed esempio Nell’affrontare la perdita della sua immediata presenza tra noi, dovremmo sentire allo stesso tempo una profonda gratitudine per la vita e gli insegnamenti di Chiara Lubich. I suoi pensieri ed il suo esempio hanno reso più profondi il mio lavoro e la mia vita, così come la vita di molti altri. Lei è stata guidata dalla luce dell’amore ed è stata un raggio di luce che non morirà mai. Ron Austin sceneggiatore di Hollywood Fuoco, vita-che-dà Un giorno, ho sentito o risentito una parola, focolare: unità, attenzione e ascolto: altri come te, per te. Scoprii e risentii questo calore: fu la risposta. E dagli amici incontrati su quella strada ascoltai il nome e le parole di Chiara. Ne fui preso. Ora so che la vita che le è stata data continua nel suo essere per tutti una vita-che-dà. Eugenio Cappuccio registai suoi scritti Ero rimasta colpita da alcuni suoi scritti sull’arte, per la loro profondità e intelligenza. Avevo bisogno, in quel mio momento di conversione, di condividere quello che lei diceva: poteva illuminarmi, confermare quanto sentivo. Quando ebbi un rapido incontro con lei, mi colpì la cura nel presentarsi, la dignità che emanava dalla sua persona. Mi ha colpito il suo amore per Gesù crocifisso e abbandonato: anch’io mi sento chiamata ad amarlo nel suo dolore. Claudia Koll attrice

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