La Chiesa in Haiti dopo Aristide

Due domande a S. E. Serge Joseph Miot, arcivescovo di Port-au-Prince [Intervista del marzo 2004, NdR
Miot avec le Pape
Come valuta il momento che sta attraversando Haiti, dopo la partenza del presidente Aristide ?

 “E’ un momento di opportunità, un momento di Dio. Il Paese ha sofferto molto e ci sono state molte distruzioni di edifici pubblici e privati, abbiamo avuto delle vittime. Bisogna continuare a occuparsi della situazione della grande maggioranza che vive nella miseria, che è causa di tutti i nostri problemi. Dobbiamo trovare una soluzione insieme; e lo Stato non può fare tutto, è la comunità che deve impegnarsi in una azione comune per ricostruire, anche formando ad una nuova mentalità costruttiva. Ci vuole un piano, a livello nazionale e internazionale. L’aiuto internazionale è indispensabile, ma gli haitiani devono assumersi le loro responsabilità e individuare i grandi orientamenti dell’intervento. La Chiesa accompagna questo processo ed è pronta alla collaborazione con tutti; si impegna col suo consiglio ma anche con le sue istituzioni caritative, che sono deboli, ma rivolte ai più poveri”

 

Oltre all’aiuto concreto, la Chiesa di Haiti propone anche una riflessione sugli avvenimenti?

 “Certamente. Quando abbiamo celebrato il Congresso internazionale sulla fraternità, nel marzo del 2002, per lanciare la scuola di formazione sociale e politica per i giovani, erano presenti tutti i vescovi, i leaders politici, i rappresentanti del governo e il messaggio della fraternità ha marchiato la popolazione haitiana e ha cominciato a farsi strada. Con mia grande sorpresa, la fraternità è stata scelta dalla Chiesa haitiana come tema di riflessione per il 2004: i vescovi vedono la Chiesa come il cammino per costruire la fraternità, la comunione, la riconciliazione. Anche la pastorale universitaria ha scelto la fraternità come divisa, perché essa è la matrice per ricostruire la società haitiana; è la nostra scelta per evitare che le sofferenze e l’odio che abbiamo vissuto si trasformino in vendetta. La Chiesa è portatrice di una dottrina sociale basata sulla fraternità”.

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