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In profondità > Sinodo

La Chiesa e i giovani

di Giampaolo Centofanti

- Fonte: Città Nuova

Il tema della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2018) sarà: i giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Un’occasione per una riflessione comune ricca di possibili fermenti, di spunti innovativi, in continuità col precedente Sinodo dedicato alla famiglia.

Le indicazioni che vengono dal documento preparatorio del prossimo Sinodo dei vescovi sui giovani possono essere individuate negli stimoli ad una sempre più profonda, autentica, sinodalità. La potenza del cammino nella comunione, nella Chiesa e anche con il mondo. Accogliere, crescere insieme, dare spazio, sono atteggiamenti che si può imparare, per grazia, a vivere sempre più profondamente, concretamente. Superando le burocrazie dei formalismi, delle belle parole senza reali cambiamenti. Si può alimentare, con prudenza, con attenzione a costruire, a misura, nella fede e non su un fare senza altri criteri, una sempre più profonda partecipazione, consapevolezza, che può contribuire a rinnovare anche la società in ogni suo aspetto. Dunque sinodalità sempre più, con saggezza, concretamente, di tutta la Chiesa e anche in dialogo con tutto il mondo.

Gli stimoli odierni alla comunione, alla sinodalità, non sono casuali. Stiamo vivendo nella Chiesa un graduale passaggio dalle risposte prefabbricate, moraliste, alla comprensione che Gesù stesso manifesta nei Vangeli, ora lo scopriamo meglio, verso il personalissimo, graduale, ben al di là degli schemi, cammino di ciascuno. Si tratta di un passaggio in grado di rinnovare tutta la vita, la cultura, la società. E di cui anche nella società si comincia in tanti ambiti a percepire sempre più il bisogno. La stessa scienza si avvede sempre più chiaramente dei limiti delle risposte a tavolino, della necessità di entrare vissutamente in vivo contatto con la realtà viva.

Pensiamo ad una scuola non più di un’astratta ragione a tavolino ma nella quale si è aiutati a maturare sulle proprie piste di ricerca spirituali e umane, nelle vie identitarie che si scelgono e nel vissuto scambio con le altre identità. Dalla morte quasi di ogni stimolo nella scuola attuale alla possibile rinascita a tutto campo. Il tema dei giovani, del discernimento, può rivelarsi in grado di andare con naturalezza a toccare i punti decisivi nella vita delle persone, delle comunità, della società, della cultura. In un tempo così fecondo di rinnovamento, nel quale da ogni ambito, rinnovato, si possono aprire orizzonti nuovi anche per altre tematiche.

Attenzione viva, vicinanza, partecipazione, incontro, sono parole che quando si cerca di viverle concretamente portano con sè una carica di rinnovamento profonda. E non sono parole vicine ai giovani, capaci di accogliere, accendere, le loro speranze? E questo sotto certi aspetti oggi forse ancora di più, in un mondo che si va liberando dalle ideologie e va scoprendo il cuore vivo, libero da schemi, come una via di rinnovamento non utopistica, a tavolino appunto, ma invece l’unica realistica, a livello personale e anche comunitario, sociale, etc.. Già da molte parti si ode la richiesta che non si viva, anche in questi mesi di preparazione, solo un Sinodo sui giovani ma, con le sagge accortezze, un Sinodo anche dei giovani. Potendo così liberare profondamente quella carica di continuo rinnovamento che è alimentata da Cristo stesso e ci conduce, non di rado con stupore, alla sempre nuova scoperta del suo amore, del suo concreto discernere. Del suo cuore divino e umano.

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