La cena per farli conoscere

¦ L’ultimo film di Pupi Avati presenta una notevole complessità di sentimenti e spunti di riflessione sul mondo contemporaneo. È l’opera matura di un autore di 68 anni, che afferma di conoscere abbastanza bene l’animo umano. Il protagonista (Diego Abatantuono), che è un mediocre attore televisivo in declino, oltre che un padre assente, viene licenziato e tenta un suicidio plateale. Le sue tre figlie, avute da donne diverse, accorrono di malavoglia al suo capezzale e, appena si è rimesso, organizzano una cena per fargli conoscere una intellettuale (Francesca Neri), con la speranza di dargli una compagna. Questo non avverrà, ma la serata finisce per essere l’inizio di un miglioramento dei rapporti tra padre e figlie. La storia è raccontata con uno stile da commedia, caratterizzato dalla spontaneità dei dialoghi e da gag al limite del paradosso e del sarcasmo. Presenta, anche, una satira del mondo della tv trash e di atteggiamenti maschili galanti, quasi grotteschi. Sono, però, i problemi dei rapporti familiari a prevalere. Le sorelle presentano caratteri assai diversi ed Avati, grazie alla sua buona conoscenza della psicologia femminile, è riuscito a descriverli in toni sobri e realistici. Più si conoscono i vari retroscena, più l’atmosfera diventa malinconica e crepuscolare. Un sogno ricorrente del protagonista, raccontato due volte, è sul regista Pietro Germi, che desidera rifare il suo Divorzio all’italiana, adeguandolo ai tempi d’oggi. E, in realtà, La cena per farli conoscere svela la disgregazione e la confusione dei sentimenti in un mondo fatto di apparenza e falsità… e la penosa realtà di tante famiglie sbrindellate, l’evanescenza sempre più diffusa dei padri, il rischio della definitiva dissoluzione dell’istituto familiare. Ma, l’intuizione migliore di Avati è stata quella di arricchire i suoi personaggi soccombenti di un fondo buono, che finisce per emergere. La stravagante Neri apporta un contributo importante, consigliando all’uomo, ripie- gato su sé stesso, di aprirsi all’altruismo. L’amore paterno alla fine fiorisce, soprattutto nei confronti della figlia parigina sofferente. La singolare famiglia si compone in una distesa serenità, insperata. Quando l’attore, che non aveva mai raggiunto la notorietà, lascia questa vita, rimane negli spettatori la sottile sensazione di una pace finalmente raggiunta. Regia di Pupi Avati; con Diego Abatantuono, Violante Placido, Ines Sastre, Vanessa Incontrada, Francesca Neri.

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