Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Mondo > Europa

La Cappadocia ci aspetta

di Mario Spinelli

- Fonte: Città Nuova

L’anno paolino è l’occasione per scoprire il polmone spirituale del cristianesimo antico, lungo le vie percorse dall’Apostolo delle Genti. Un viaggio tra fede, Storia, cultura e natura.

L’anno paolino, proclamato da Benedetto XVI a 2000 anni dalla nascita dell’Apostolo delle genti, ha portato tanti turisti e pellegrini alla riscoperta di regioni affascinanti e di paesaggi straordinari legati a Saulo di Tarso e ai suoi percorsi missionari.

 

Uno di questi Paesi è la Cappadocia, situata nell’area centro-orientale della Turchia e attraversata da Paolo nel secondo e nel terzo dei suoi viaggi apostolici (fra il 50 e il 58 d.C.). È stato detto giustamente che l’Asia Minore è per la storia della Chiesa quello che la Palestina è per il Nuovo Testamento. Basti pensare, oltre al fatto che vi morì Maria e che Giovanni vi scrisse l’Apocalisse, che in questa terra si sono svolti i primi quattro concili ecumenici, quelli validi pure per gli Ortodossi, a Nicea (325), a Costantinopoli (381) – che è in Tracia, ma sempre nella Turchia di oggi – a Efeso (431) e a Calcedonia (451).

 

Ma sia i viaggi sempre più numerosi in quella regione stupenda, sia le ricerche e gli orientamenti più attuali degli studiosi – storici del cristianesimo, patrologi, archeologi, biblisti – sono concordi nell’indicare proprio nella Cappadocia il vero polmone spirituale della Chiesa antica. Con quelle chiese rupestri, quell’iconografia ricchissima e quei monasteri scavati nelle rocce che, sullo sfondo di un paesaggio quasi lunare, senza tempo, testimoniano le origini del monachesimo, lo sviluppo di una forte spiritualità e la larga diffusione di un’esperienza cristiana profondamente vissuta. È sicuro, una visita in Cappadocia fa toccare con mano quanto fecondi siano stati i semi gettati su quel suolo dall’apostolo Paolo.

 

E quando si parla del monachesimo in Grecia e nel Vicino Oriente il pensiero non può non correre a Basilio Magno – il “san Benedetto” del monachesimo bizantino – e agli altri grandi Padri Cappadoci, suo fratello Gregorio di Nissa e l’amico e compagno di studi Gregorio Nazianzeno. Al suo visitatore, la Cappadocia parla pure di loro, di questi grandi protagonisti della cultura, della spiritualità e della storia, e non è senza emozione che si passa accanto ai luoghi e alle città maggiormente legate al loro nome, come Cesarea, oggi Kaiseri, ancora il massimo centro del Paese, dove Basilio era nato e fu vescovo, o la piccola Nissa, su una collina a sud-ovest, lungo la strada verso la Cilicia e il Mediterraneo.

 

Il maggior studioso italiano dei Cappadoci, Claudio Moreschini, ha pubblicato di recente un’ottima monografia – I Padri Cappadoci: storia, letteratura, teologia, Città Nuova Editrice – che fa il punto sugli studi e le conoscenze intorno a questi sommi autori e personaggi della patristica greco-orientale.

Ogni aspetto della loro vita, formazione e personalità è messo bene in luce: dagli studi ad Atene alla conversione ad una vita cristiana coerente, dai viaggi agli impegni apostolici, dalla solidarietà con i poveri (specie Basilio) alle reciproche incomprensioni a volte insorgenti, dagli scritti al pensiero, che li pone non solo fra i massimi teologi della Chiesa antica, ma anche tra i fruitori cristiani della tradizione classica, nel segno di Platone e del neoplatonismo. A chi cerca qualcosa di più di una guida stile “Gambero rosso” per visitare con consapevolezza la Cappadocia, è da consigliare caldamente la lettura di questo libro.

 

E una volta ben equipaggiati culturalmente, possiamo abbandonarci alle sensazioni uniche e alle emozioni intense che regala lo scenario cappadoce. Dalla vista mozzafiato della valle di Goreme, per esempio, sembra di affacciarsi sulla luna, con le sue algide estensioni e i paesaggi scabri e silenziosi. Montagne, rocce, valloni ripidi e profondi, coni capovolti e ardite guglie di pietra che si rincorrono per chilometri.

E poi torri, cime, gole, burroni e rocche imponenti che ricordano i canyons, le Montagne Rocciose e il mitico Far West. Il pellegrinaggio cristiano, paolino, si fonde in Cappadocia con un pellegrinaggio nella natura, nella sua grandiosità, nelle sue infinite potenzialità espressive e costruttive, nel suo estro e nei suoi capricci, nella sua inesauribile capacità di sbalordire e conquistare.

 

Ma c’è pure la fede, la spiritualità, ovviamente. E l’arte sacra. A una chiesa rupestre ti avvicini come a una delle tante ruvide rocce scavate, senza accorgerti che sei davanti a un edificio sacro, dove monaci e popolo hanno pregato per secoli. Ma una volta dentro, si apre un mondo esuberante di immagini e colori, con le scene della vita di Cristo e dei santi. Come nella chiesa dello Sguardo, o della Vergine Maria, o della Fibbia, con i dipinti che esprimono la pietà mariana dei cappadoci (l’Annunciazione, la visita a Elisabetta ecc.). Opere datate dal IX secolo, che testimoniano l’entusiasmo per la riscoperta dell’immagine sacra, dopo la lunga crisi iconoclasta.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876