La bomba di Kim Phuc

Da vittima della guerra del Vietnam a protagonista della promozione della pace. Su “Ciudad nueva”, la “Città nuova” dell'Argentina.
«Quello che è accaduto a Kim Phuc potrebbe essere stato il cammino di purificazione che le ha fatto scoprire che Gesù è vivo». Lo ha detto il card. Bergoglio nel “quinto incontro fraterno” organizzato da cattolici ed evangelici a Buenos Aires, in Argentina. Ma chi è Kim Phuc? Per chi non lo ricorda, l’8 giugno del 1972, in piena guerra del Vietnam, il villaggio di Kim, che aveva 9 anni, fu bombardato dagli americani con le bombe al napalm. Il 75 per cento del suo corpo fu bruciato dal fuoco.

 

La sua immagine fu immortalata dal fotografo Nick Ut dell’agenzia Associated press, e dal quel momento divenne un simbolo della guerra del Vietnam. Oggi è ambasciatrice dell’Unesco e presidente della fondazione che porta il suo nome che ha come obiettivo di aiutare le vittime di tutte le guerre. Città nuova l’ha intervistata ad un incontro ecumenico a Buenos Aires dove era presente per dare la sua testimonianza di pace.

 

Come eri prima della guerra?

«Ero una bambina protetta e amata. Non avevo mai provato cos’è la paura, fino a quando arrivarono i soldati e sfondarono la porta di casa. Poi, il rumore degli aerei, le fughe, le bombe. Quando mi scattarono la foto, non cambiò solo la mia vita, ma anche la visione che si aveva della guerra nel mondo intero».

 

Cos’è stato il napalm per te?

«Un dolore inimmaginabile. Ho trascorso 14 mesi in ospedale e ho subito 17 operazioni. Molte volte sono stata sul punto di morire. Però, sono sopravvissuta. Nei salmi leggiamo: “Non morirò, ma vivrò, per narrare le opere di Dio”».

 

Oggi vivi in Canada, sei sposata e madre di due figli e impegnata per la pace. Sei cambiata?

«Ho vissuto molto tempo piena di odio nel mio cuore. Pensavo: “Qualcuno mai mi amerà”? Trovai la pace quando, in una celebrazione religiosa, capii che Gesù prendeva su di sé anche il mio dolore. Questo ha cambiato la mia vita: il cuore mi sussultava per la gioia. Dio mi ha donato la fede e la speranza per superare il mio dolore fisico ed emotivo».

 

Come si fa a perdonare?

«Abbandonandosi al Padre ed essendo grata per la mia vita. Dopo un po’ mi è sorta un’altra domanda. Come si fa ad amare il proprio nemico? Pregando per loro il mio cuore è diventato meno duro. Oggi ho ancora molte ferite nel mio corpo, ma il cuore è guarito. Il napalm è molto potente, però il perdono e la pace sono più potenti di qualsiasi bomba».

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