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Persona e famiglia > Educazione

La bocciatura, un assurdo pedagogico!

di Pasquale Lubrano Lavadera

- Fonte: Città Nuova


Ogni punizione (compresa la bocciatura) deve essere sempre vista nell'ottica di una promozione umana e per il recupero della persona. Dal blog In… cammino

Bambino triste
Leggo su Facebook che un bambino è stato bocciato al catechismo. Notizia a dir poco sconvolgente se si pensa che nella scuola dell'obbligo la bocciatura viene oggi ritenuta dalla gran parte degli insegnanti un assurdo pedagogico.
Secondo Maria Montessori e Don Milani, infatti, “bocciare” a scuola è un non senso. La scuola dell'obbligo “promuove sempre” la formazione e l’istruzione di ogni ragazzo: per questo la legge italiana parla di una scuola per tutti e a misura di ciascuno.

Ma anche andando al di là della scuola, ogni punizione (lo stesso carcere) deve essere sempre vista nell'ottica di una promozione umana e per il recupero della persona. 

 

Parlare quindi di un  catechismo che boccia, ossia di un catechismo che per aiutare un ragazzo che non è arrivato ancora a maturare coscientemente una scelta di vita cristiana lo si punisce con la bocciatura… è scelta pedagogicamente molto discutibile. 

Purtroppo bisogna anche dire che ci sono dei tentativi striscianti di restaurazione della bocciatura nella scuola dell'obbligo, a cominciare dalle elementari i cui programmi sono diventati una sorta di corsi propedeutici di alto livello, nella convinzione che non è la scuola che deve "abbassarsi" al livello dei ragazzi, ma sono i ragazzi che devono adattarsi alle cosiddette "programmazioni".

 

Seguendo i compiti di una nipotina che frequenta la prima elementare ho avuto una reazione durissima; mi sembrava di avere davanti compiti molto impegnativi e superiori alle capacità di una bimba di sei anni. Inoltre, ripetute note sul quaderno – poco scolarizzata, distratta e non sempre interessata – pretendevano dai genitori interventi energici e correttivi, dimenticando che il compito primario della scuola è quello educativo, ossia di insegnare a vivere, a costruire buoni rapporti tra le persone, a vivere un’esperienza dove si possa maturare nella libertà, nell'uguaglianza e nella fraternità. Solo su questo presupposto primario e fondamentale, inizierà l'istruzione che prevede la scolarizzazione finalizzata a sviluppare le capacità del bambino, a migliorare la capacità di attenzione, e a stimolare interesse e volontà? 

 

E se un ragazzo non ce la fa ad istruirsi e ad apprende con fatica, quel ragazzo – secondo la Montessori – ha poco esercitato il corpo e le mani, per cui bisogna proporre nei primi anni dell'obbligo giochi didattici e lavori manuali dove lui possa maturare attraverso il corpo e… domani con la mente, in quanto i tempi per la maturazione non si misurano col calendario solare ed ogni bambino ha il suo specifico ritmo di apprendimento.

Riproduzione riservata ©

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