La battaglia di Hacksaw Ridge

È un film basato su una storia vera, è un film sulla Seconda guerra mondiale; è soprattutto la storia di un soldato americano particolarissimo: Desmond Doss, uno che non volle saperne di imbracciare un fucile e si guadagnò lo stesso, in battaglia, una medaglia d’onore al valore.

È un film basato su una storia vera, è un film sulla Seconda guerra mondiale; è soprattutto la storia di un soldato americano particolarissimo: Desmond Doss, uno che non volle saperne di imbracciare un fucile e si guadagnò lo stesso, in battaglia, una medaglia d’onore al valore. Siamo ad Okinawa, sul Pacifico, primavera del ’45. Americani contro giapponesi a contendersi l’isola, e sembra di stare davvero dentro la tragedia del conflitto. Mel Gibson gira alla grande, e non fa scappare nulla dall’inquadratura: la carne, le armi, le viscere, il sangue. Non (solo) per spettacolizzare, ma per sottolineare cosa accade quando l’uomo scende a quel piano terribile delle sue capacità. Quando le sue potenzialità attraversano il segno meno e poi proseguono. Desmond Doss sta lì nel mezzo, sotto la pioggia di piombo, tra le urla e la paura, sopra la palude di sangue. Ha la faccia e il corpo del bravissimo Andrew Garfield (protagonista, in questo periodo, anche del potente Silence di Martin Scorsese). Crede in Dio pure per Gibson, e prega lottando a modo suo. Come?

Salvando la vita a 75 soldati come lui. Combatte la morte, non si riduce ad animale in quella giungla infernale, nel trita cervelli che è ogni guerra. Semplicemente, e straordinariamente, resta umano. Ecco la sua “normale” eroicità. Pensa che quella guerra sia giustificata, ed è cosciente di voler servire la sua patria, ma sa di poter soltanto salvare delle vite, sa che non potrebbe uccidere nessuno, sa che è nato per soccorrere. Egli impugna l’arma più potente, anche se invisibile: quella della fede. Viene scambiato per codardo, fino a un certo punto, prima che la verità pian piano esploda. Obiettore di coscienza decorato, ossimoro reale, Desmond Doss è un personaggio singolare nei war movie di ogni tempo, e la sua luce illumina il buio attraversato, ossigenando l’aria piena di fumo. Il film va  visto depurato della sua retorica e delle sue semplificazioni sui buoni e sui cattivi. Va visto dalla soggettiva universale di questo esempio nobilissimo.

Leggi anche

Cinema
Voglia di potere

Voglia di potere

di
Cinema
Il prezzo del potere

Il prezzo del potere

di
Cinema
Perché rivedere The Passion

Perché rivedere The Passion

di
Anteprima
Nonostante la nebbia

Nonostante la nebbia

di

I più letti della settimana

I miei segreti

kung Küng

Hans Küng, l’arte del margine

Amazon, un fenomeno da conoscere bene

Amore e delusione

Altri articoli

Con lo smartphone nei campi rom

In libreria

Gocce di Vangelo 17 aprile 2021

La scelta di Caparezza

Ripartiamo. Ok. Ma come?

Corridoi umanitari: una via sicura

Simple Share Buttons