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Italia > Novità editoriali

Kostner e “La soldite del signor Kappa”

di Aurelio Molè

- Fonte: Città Nuova

Una favola moderna che descrive i mali del mondo contemporaneo, a partire dalla “soldite” e i possibili rimedi. Dalla penna di Walter Kostner, noto autore di “Gibì e DoppiaW”.

Walter Kostner descrive un signore grasso con la faccia rosa, pieno di protuberanze, con i soldi che luccicano negli occhi, nel cuore e nelle mani. Lui stesso è un virus, è virale, contagioso, crea modelli, vuole essere amato e imitato nell’unica cosa che sa fare bene. Arraffa tutto quello che gli capita a tiro. Non è mai sazio, soddisfatto, felice. È malato di soldi, ha contratto un virus che gli ha procurato la “soldite”. Una malattia non rara di cui non è stato ancora sperimentato un vaccino. Sembra una favola, un racconto solo per ragazzi, ma illustra le varie malattie della modernità, caratterizzate ad un io ipertrofico. La pandemia da Covid‒19 ha infatti messo in evidenza tutte le diseguaglianze sociali del nostro mondo contemporaneo: iperliberista, maneggione della finanza, manipolatore dei mezzi di comunicazione. Il nostro signor Kappa, “k” come “kapitale”, li personifica tutti. È garbato e affabile, però la forma non conta. Nella sostanza ha capito come comportarsi con gli altri, li sa conquistare, illudere, è un grande affabulatore, venditore, ma persegue solo i suoi interessi che sa spacciare per il bene comune. Non c’è niente di peggio, di più falso, di più ipocrita. Non è mica stupido, è intelligente, ha studiato, conosce il mondo, la finanza, gli affari.

Il racconto di Walter Kostner, l’autore di Gibì e DoppiaW, è, come molte sue invenzioni, geniale. Usa una metafora immediatamente comprensibile e spiega in modo divulgativo e semplice concetti economici di non facile comprensione. Vediamo come il signor Kappa li applica, come si ingegna per non pagare le tasse, come usa la sua Tv Allegria, come guadagna soldi con i soldi, come inganna anche le pubbliche amministrazioni, come licenzia i sindacalisti per non avere rogne, come sa apparire caritatevole con la sua Ong Kappax. Insomma il peggior armamentario del capitalismo. Gli stessi stilemi, modi di agire, ricorrenti in tutto il mondo.

Le conseguenze? Sempre maggiori diseguaglianze e povertà nel mondo, sfruttamento sistematico dell’ambiente, distruzione dell’uomo e della natura.

Neanche il signor Kappa è felice. La soldite ha effetti collaterali che sperimenta tutti: tristezza, rassegnazione, scoraggiamento, solitudine.

Vive come in una loop di immagini che si ripetono di continuo. In un circolo vizioso. Da solo non può uscirne. La malattia ti fa credere che solo così la vita è degna di essere vissuta, più si accumula, più si è soddisfatti, dà un senso di delirio di onnipotenza, ma si perde se stessi, la propria dignità e umanità che diventa, nonostante si sia ricchissimi, molto povera, vuota, un’esistenza laccata ma lacerata.

L’idea nasce a Walter Kostner con intenti educativi, è il tentativo di spiegare ai nostri figli quello che succede nel mondo e aprire ad un possibile rimedio.

Nel racconto una classe di ragazzi, grazie ad una maestra un po’ speciale, sperimentano che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. E la vera gioia, non quella effimera, è contagiosa. La storia può cambiare. Anche per il signor Kappa?

«Ho molto apprezzato ‒ scrive nella postfazione Nicolò Ghiotti, uno studente di 16 anni ‒ la visione che Kostner fornisce dei giovani, ragazzi e bambini: ne sottolinea i problemi attuali, come la precarietà, e i difetti, come la perenne tendenza a uniformarsi, ma allo stesso tempo identifica in loro la soluzione al problema. Sono i giovani a far cambiare il signor Kappa, loro riescono dove gli adulti avevano fallito. Allo stesso modo, nella nostra società, i giovani in primis devono farsi portatori di cambiamento e proporre modelli alternativi a quelli che si sono dimostrati fallimentari».

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