King Kong

È lo scimmione gigantesco la vera star del superdigitalizzato prodotto hollywoodiano che sorprende e un poco stanca con i mirabolanti effetti speciali, accanto ad Adrien Brody prigioniero di una notevole fissità interpretativa e alla star Naomi Watts nei panni dell’eroina voluta da re Kong. Il Gorilla, remake del lavoro del 1933, è ormai una figura mitica, una sorta di bestialità ancestrale non priva di sentimenti: risponde al gusto onnipresente di un eroe primitivo in lotta contro un mondo sempre in preda al terrore di un’invasione distruttiva – siano esseri primitivi o astronavi extraterrestri o fanatici islamici. L’America esorcizza ancora il timore della fine del suo mondo, ricorrendo alla mitologia del selvaggio che, se non si adatta ai ritmi moderni, viene eliminato. Forse, ben oltre lo stordimento della grandeur tecnica, e dell’abilità scenografica in una storia ormai nota, il film non è del tutto sereno, ma lascia una certa inquietudine. Come una presenza che può ancora tornare. Regia Peter Jackson; con Adrien Brody,Naomi Watts.

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