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Cultura > Arte e Spettacolo

Johnny Depp nei panni di “Mortdecai”

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova


Il film diretto da David Koepp esce questo week end nelle sale insieme al fantasy medioevale "Il settimo figlio" e al simpatico "Noi e la Giulia" con Argentero, Amendola e Buccirosso

Johnny Depp

Fra alti e bassi ecco le nostre scelte.

 

Mortdecai
Farsa, commedia, spy story nel film diretto da David Koepp con un Johnny Depp fin troppo sopra le righe nel personaggio del trafficante e mercante d’arte Mortdecai, spregiudicato, arrogante, infantile e fatuo. Il riferimento è certo il Peter Sellers de “La pantera rosa”, ma Depp esagera e coi ridicoli baffetti e i capelli impomatati corre alla ricerca di un dipinto di Goya sottratto dai nazisti, fra mille insidie. Evan McGregor e Gwyneth Paltrow gli fanno da comprimari, forse non troppo convinti.
Eccessivo, dinamico, il film rischia di essere – involontariamente? – una caricatura dei clichè britannici fra lussi, mondanità e cattiverie, brillanti in certi momenti, ma sotto tono in altri. Per i fan di Depp.

 

Il settimo figlio
Fantasy medievale tra streghe, mostri e cattiverie, nonchè duelli stratosferici e l’educazione alla vita dell’apprendista mago Ben Barnes – il mago è il sempreverde Jeff Bridges e la cattivissima è Julianne Moore –, il film diretto con arguzia e tanti effetti speciali da Sergey Bodrov è una favola piacevole per ragazzi e adulti-ragazzi, spettacolare, magica e  buona, perché i buoni nelle favole vincono sempre. Ritmo, adrenalina, un pizzico di horror condiscono il racconto simpatico dove i cattivi in realtà non lo sono poi così tanto. Per chi vuole un sano relax.

 

Noi e la Giulia
Edoardo Leo è un attore-regista bravo ed anche questa volta lo dimostra, raccontando di un gruppo di quarantenni smaliziati e in crisi che cercano di inventarsi una nuova vita in una fattoria malmessa in campagna che vorrebbero trasformare in agriturismo. Ma ci sono la malavita e il pizzo… Il gruppo si ribella e fa a modo suo e il finale non ve lo sveliamo. Garbato, frizzante, lanciando messaggi senza fare il maestro, Leo si diverte un mondo con il gruppo di colleghi – Argentero, Amendola, Buccirosso, Foglietta –, senza mai scendere di tono e di arguzia. Forse avrebbe potuto osare di più… Ma lui è un romano: ammicca, non predica. Gradevole  per tutti.

 

Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza
Premiato a Venezia, il film di Roy Anderson presenta una serie di storie quotidiane che ritraggono la nostra vita, tra grandezza, miseria bellezza e follia. Da non perdere per chi ama il cinema di riflessione.

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