Jannik Sinner e il ritorno dell’Italia del tennis

Il giovanissimo italiano ha ceduto solo in finale, una decina di giorni fa, nell’ultimo atto del Masters 1000 di Miami. Ma tutto il mondo sportivo si è accorto tanto della nascita di una nuova stella quanto del ritorno dell’ItalTennis
Jannik Sinner (AP Photo/Lynne Sladky)

La fine di un sogno sarà probabilmente solo l’inizio di una serie ben più grande e duratura, per il giovanissimo tennista Jannik Sinner. Se il “re” del Masters 1000 di Miami è il polacco Hubert Hurkacz (prima del torneo al numero 37 del ranking Atp) che ha superato Jannik in finale una decina di giorni fa, in due set, per il talento azzurro resta un inizio di stagione strepitoso. Quella del Master è stata una grandissima prova complessiva, sul piano tecnico, fisico e soprattutto mentale, per un ragazzo di 19 anni e 7 mesi. Nonché un notevole balzo in avanti nella nuova classifica mondiale del tennis: dalla scorsa settimana è il numero 21, con la certezza di avere un futuro radioso sulla terra rossa, e forse non solo. Sinner è uno degli atleti più osservati di questo 2021 che ha costretto molti appassionati in casa a guardare i dispositivi anziché praticare sport, purtroppo.

Sinner: i numeri di una nuova stella
Jannik Sinner è nato a San Candido (Bolzano), il 16 agosto 2001, da una famiglia di madrelingua tedesca: i genitori Siglinde e Hanspeter gestiscono il rifugio Talschlusshütte-Fondovalle in Val Fiscalina. In singolare vanta già due titoli del circuito maggiore su tre finali disputate. Con il successo conquistato a Sofia, nel 2020, a 19 anni e 2 mesi è diventato il tennista italiano più giovane ad aver vinto un torneo nell’era Open. Il miglior risultato nelle prove del Grande Slam sono i quarti di finale raggiunti al Roland Garros nel 2020, risultando il tennista italiano più giovane a spingersi così avanti in un Major. Ad oggi, risulta inoltre l’unico tennista italiano ad aver raggiunto la finale di un torneo di categoria, i suddetti Masters 1000 di Miami, sul cemento outdoor. Vincitore di tre titoli Challenger e due ITF, è stato il più giovane trionfatore alle NextGen ATP Finals, nell’edizione 2019, vinte a 18 anni e 3 mesi. È allenato da Riccardo Piatti e Andrea Volpini, meritandosi alla fine del 2019 il premio di Esordiente dell’anno conferito dai colleghi.

La “scuola Nadal”
Si tratta di un talento precoce in grado di destare molta curiosità essendo recentemente riuscito, come noto, a imporsi su avversari del calibro di Karen Khachanov e Roberto Bautista Agut, attuale numero 11 della classifica Atp. Meno noto forse come, prima dell’ultima edizione degli Australian Open, Sinner abbia avuto l’importante opportunità di allenarsi insieme all’ex numero uno al mondo e vincitore di ben 20 titoli del Grande Slam, Rafael Nadal. «Con Rafa, una delle esperienze migliori della mia carriera: giocare insieme ad un tennista che ha vinto 20 Slam è fantastico e per me è stato un onore allenarmi con lui – ha confidato Jannik. – Rafa è molto umile e chiunque ne parla come una persona fantastica. L’ho già fatto ma voglio nuovamente ringraziarlo per avermi scelto come sparring partner per due settimane». Nel corso della sua ancora breve carriera, Sinner ha sfidato una sola volta Nadal, ai quarti del Roland Garros scorso: l’azzurro aveva creato qualche grattacapo ma non è riuscito a fermare l’ascesa del ‘re della terra battuta’, che si impose per 7-6; 6-4; 6-1.

Yannik Sinner e Hubert Hurkacz durante la premiazione del Master 1000 di Miami (AP Photo/Lynne Sladky)

Il futuro del tennis è di nuovo azzurro
Sinner potrebbe affrontare già al secondo turno del Masters 1000 di Montecarlo 2021 il grande Novak Djokovic, vincitore di qualcosa come 18 tornei Slam: «Mi sono allenato spesso con Sinner, qualche anno fa, sui campi di Piatti a Monaco, sia sulla terra che sul cemento. Il suo sviluppo è davvero impressionante, è una persona simpatica e davvero un gran lavoratore. Ha tutto quello di cui ha bisogno per diventare un campione. Si allena bene. È circondato da uno staff di alto livello. Li conosco bene e da molto tempo. Non sembra uno che si accontenta, vuole fare di più ed è bello vedere che ha fame”è stata la “benedizione” di Djokovic. Intanto la nuova citata classifica ATP vede Berrettini, Fognini, Sinner e Sonego esattamente come Panatta, Barazzutti e Bertolucci nel 1977. Se anche Lorenzo Musetti ha ritoccato il suo best ranking negli scorsi giorni al torneo di Cagliari, Lorenzo Sonego in Sardegna ha letteralmente trionfato, vincendo singolare e doppio, entrando così tra i primi 30 al mondo. Possiamo dirlo: dopo più di 40 anni, sembra riaprirsi un grande ciclo per l’italia del tennis.

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