Venerdì 12 dicembre 2025 l’Italia è stata attraversata da una giornata di sciopero generale, con manifestazioni e astensioni dal lavoro in molte città – da Roma a Milano, da Firenze a Genova, da Bologna a Bari, Napoli, Torino, Cagliari e Palermo – che hanno colpito trasporti, scuola, sanità e servizi pubblici. La mobilitazione, indetta dalla Cgil, ha provocato lo stop di bus, tram e metro, interruzioni del servizio ferroviario e rallentamenti nei servizi cittadini, evidenziando un malessere sociale diffuso che va oltre il singolo episodio di protesta.

Il corteo per lo sciopero generale, Firenze, 12 dicembre 2025. Credit: ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI.
Lo sciopero è stato proclamato da una delle principali organizzazioni sindacali italiane, la CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), fondata nel 1944 e attiva in tutti i principali settori produttivi. È uno dei sindacati più rappresentativi del Paese, con migliaia di iscritti nel pubblico e nel privato, impegnata da decenni nella tutela dei diritti dei lavoratori attraverso contrattazione collettiva, mobilitazioni e dialogo con le istituzioni.
La protesta del 12 dicembre è stata indetta contro la legge di bilancio 2026, considerata “ingiusta e sbagliata” da parte della Cgil perché, secondo il sindacato, non affronta adeguatamente i problemi economici e sociali che investono lavoratori, pensionati e famiglie. In un’assemblea dei delegati a Firenze, il segretario generale Maurizio Landini ha affermato su ANSA che «la manovra non aumenta i salari, non garantisce un rinnovo contrattuale serio e non tutela il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati».

Corteo durante lo sciopero generale della Cgil, Milano, 12 dicembre 2025. Credit: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI.
Tra le richieste principali della Cgil:
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Aumenti salariali reali per recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione.
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Detassazione dei contratti, estesa a tutti i lavoratori.
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Investimenti in sanità, istruzione e servizi pubblici.
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Contrasto alla precarietà e stabilizzazione dell’occupazione.
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Una riforma fiscale più equa e maggiore tutela per pensionati e lavoratori.
Nel trasporto pubblico, autobus, tram e metropolitane si sono fermati per 24 ore secondo modalità stabilite a livello locale, anche il servizio ferroviario ha risentito fortemente della mobilitazione. I disagi si sono avvertiti in molte città, costringendo migliaia di cittadini a ripensare gli spostamenti; scuole e uffici pubblici hanno registrato personale ridotto o chiusure temporanee; anche ospedali e servizi sanitari hanno espletato solo le funzioni essenziali.
La mobilitazione di oggi segue un periodo di tensioni e proteste sociali diffuse, in cui più categorie professionali hanno espresso insoddisfazione per le scelte di politica economica. Per molti lavoratori e cittadini le difficoltà quotidiane – dovute a costi della vita elevati, salari stagnanti e servizi sotto pressione – si sommano e portano alla luce un bisogno crescente di essere ascoltati. La giornata del 12 dicembre, con i suoi cortei e rallentamenti, diventa così non solo uno sciopero sindacale, ma un segnale più ampio di richiesta di cambiamento nel modo in cui il Paese affronta le sfide economiche e sociali.