Invictus

Cinema
Soggetto forte: Mandela e l’inizio della sua politica in Sudafrica. Sorvolando sui contrasti, Eastwood evidenzia la sua illuminata azione riappacificante. Ispirandosi al libro Ama il tuo nemico (Sperling & Kupfer), gli fa affermare che il perdono è un’arma potente, perché libera l’anima e fa sentire padroni del proprio destino. Freeman si è immedesimato a fondo, memore che Mandela, una volta, gli manifestò il desiderio di essere da lui interpretato in qualche film. Ne esprime bene la decisa personalità, forgiata da 27 anni di prigione. L’esemplarità è equilibrata dall’emotività agonistica per la Coppa ’95, alla cui conquista Mandela puntò, prevedendone il potere distensivo. La preparazione della squadra, capitanata da Damon, e la partita finale, con riprese perfette sia nei particolari che nell’insieme, diventano un tutt’uno con il tema di Invictus.

 

Regia di Clint Eastwood; con Morgan Freeman, Matt Damon.

 

 

Valutazione della Commissione nazionale film: consigliabile, problematico (prev.)

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