Internet: lo stile cristiano

«Una forma di comunicazione onesta ed aperta, responsabile e rispettosa dell’altro».
Anziano al computer
«Una forma di comunicazione onesta ed aperta, responsabile e rispettosa dell’altro». È questo lo «stile del cristiano» che naviga in Internet e anche qui è «chiamato ad offrire una risposta a chiunque domandi ragione della speranza che è in lui». Così il papa nel messaggio per la 45.ma Giornata per le comunicazioni sociali, pubblicato il 24 gennaio, nel quale esorta i cristiani utenti del web a dare una testimonianza coerente. «Quando le persone si scambiano informazioni – spiega Benedetto XVI – stanno già condividendo sé stesse, la loro visione del mondo, le loro speranze, i loro ideali». È per questo che «nel proprio profilo digitale e nel modo di comunicare, scelte, preferenze, giudizi» non può non emergere la coerenza con gli insegnamenti del Vangelo. Nella proclamazione del Vangelo – continua il papa – il modello è Gesù risorto lungo il cammino con i discepoli di Emmaus, che condusse gradualmente alla comprensione del mistero mediante il suo farsi vicino, il suo dialogare con loro».

E proprio il dialogo è la chiave di lettura del nuovo modo di comunicare in Rete. Il Papa lo sottolinea evidenziando le potenzialità e i rischi delle comunicazioni digitali: nel web la «distinzione tra il produttore e il consumatore dell’informazione viene relativizzata» e la comunicazione non è più «solo uno scambio di dati, ma anche condivisione». E ancora: «Questa dinamica ha contribuito ad una rinnovata valutazione del comunicare, considerato anzitutto come dialogo, scambio, solidarietà e creazione di relazioni positive. D’altro canto, ciò si scontra con alcuni limiti tipici della comunicazione digitale: la parzialità dell’interazione, il rischio di cadere in una sorta di costruzione dell’immagine di sé», di essere assorti in un mondo differente. In definitiva – conclude il Papa – «le nuove tecnologie della comunicazione chiedono di essere poste al servizio del bene integrale» dell’uomo: se usate saggiamente «possono contribuire a soddisfare il desiderio di senso, di verità e di unità che rimane l’aspirazione più profonda dell’essere umano».

 

COMITATO MEDIA E MINORI

Un’attenzione particolare per le famiglie

Il richiamo è rivolto alle diverse imprese televisive nazionali che gestiscono più di una rete con programmazione generalista, a cui il Codice di autoregolamentazione media e minori – da loro siglato – chiede soprattutto di «garantire ogni giorno, in prima serata, la trasmissione di programmi adatti ad una fruizione familiare congiunta almeno su una rete». Per fugare l’eventuale rischio di interpretazioni difformi, in una lettera alle emittenti firmatarie, il Comitato media e minori precisa inoltre: «La fruizione familiare congiunta non può che riferirsi a quei programmi visionabili da tutti, adulti e minori congiuntamente, privi di specifiche controindicazioni per gli spettatori in età minorile anche se non classificabili tra quella programmazione rivolta specificatamente ai minori». Una interpretazione perfettamente in linea con il “Testo unico dei servizi di media audiovisivi”, che vieta contenuti nocivi per «lo sviluppo fisico, mentale o morale dei minorenni», a meno che l’ora di trasmissione o altri accorgimenti tecnici escludano comunque che i minorenni possano assistere a tali programmi.

E poi non dite che non vi avevamo avvisato!

 

AGCOM

Una guida per orientarsi nelle comunicazioni elettroniche

Favorire per ogni singolo utente la conoscenza dei propri diritti nel settore delle comunicazioni elettroniche, individuando per ogni problema le disposizioni da applicare, le procedure da avviare per segnalare i disservizi e per far valere le proprie ragioni. Nasce con questo intento la guida “I diritti dei consumatori nel mercato dei servizi di comunicazione elettronica” pubblicata recentemente dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Tutte le informazioni si trovano sul sito www.agcom.it.

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