Integrazione e cittadinanza: una questione di civiltà

Il tema delle migrazioni entra nel programma di Loppiano Lab 2017: l’impegno del Movimento dei Focolari per un mondo senza “vittime e briganti” emerge dalle esperienze sull’integrazione oltre l’accoglienza e dal dibattito sullo ius soli
Loppiano Lab: convegno migrazioni (Maurizio Tonet e Alessandro Martini)

Domenica primo ottobre, nel corso dell’ottava edizione di Loppiano Lab 2017, si è svolto il dibattito promosso dal Movimento politico per l’unità (Mppu) su: “Migrazioni e periferie esistenziali: accoglienza, integrazione e cittadinanza”.  Il tema scelto per la Convention del Movimento dei Focolari è in linea con il messaggio di papa Francesco: “Né vittime né briganti. Cambiare le regole del gioco”.

Come ribadito da Silvio Minnetti, coordinatore nazionale del Mppu: “La recente crisi finanziaria internazionale deve spingere a cambiare le strutture che creano diseguaglianze. Non è più sufficiente curare le vittime dei briganti come fa il buon samaritano nella parabola del Vangelo, ma è necessario agire sulle cause che generano disparità sociali in modo che non ci siano né vittime né briganti.”

Il dibattito, moderato da Sara Fornaro, giornalista della rivista Cittanuova, è iniziato con l’intervento del direttore della Caritas di Firenze, Alessandro Martini, sostenitore dello SPRAR, cioè di quel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, costituito dalla rete degli enti locali per la realizzazione di progetti di “accoglienza integrata” che consentono di individuare percorsi formativi e professionali. Occorre più che mai, secondo Martini, smascherare le falsità che alimentano le pulsioni xenofobe combattendo in primis l’ignoranza: “I diritti delle persone non possono aspettare le prossime elezioni, dare ad un individuo ciò che gli spetta non è un atto di carità ma di giustizia”.

Nel corso del dibattito sono emerse due tendenze opposte: da un lato il fiorire di iniziative dirette a integrare i migranti giunti in Italia come dimostrano i progetti “Fare Sistema oltre l’accoglienza” in Sicilia e “Filossenia” in Veneto, dall’altro, come ha testimoniato un’insegnante, appare sempre più difficile contrastare la paura dell’“invasione” e i pregiudizi che generano emarginazione. Per fare chiarezza nella “confusione comunicativa” che avvelena il dibattito pubblico, Iole Mucciconi ha individuato le principali novità previste dalla legge che introduce il cosiddetto “ius soli temperato”, approvata dalla Camera dei Deputati e giacente ora in Senato: l’attribuzione della cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori stranieri in possesso di un permesso di soggiorno permanente nel nostro Paese e ai minori stranieri nati in Italia o che vi abbiano fatto ingresso dopo il compimento del dodicesimo anno di età, i quali abbiano completato almeno un ciclo di studi nel nostro Paese.

Nel corso del dibattito sorto tra gli esponenti politici presenti, la sen. Alessia Petraglia (Sinistra Italiana) si è detta favorevole all’introduzione dello ius soli come “atto di civiltà” mentre il sen. Nicola Morra (Movimento Cinque Stelle) ha sollevato questioni di metodo, auspicando l’approvazione degli emendamenti presentati dall’opposizione, anche a costo di rimandare la legge alla Camera per un’ulteriore votazione. Come testimonia l’incontro sulla riconversione delle industrie belliche che si svolgeva in contemporanea, Il fenomeno delle migrazioni non può considerarsi slegato dalla minaccia rappresentata dal dilagare incontrollato degli armamenti, il cui utilizzo è spesso la causa principale di esodi di massa. Considerato che materie come la scelta dei criteri di attribuzione della cittadinanza o l’autorizzazione all’export di armi rientrano nelle competenze degli stati membri, lamentare il mancato intervento dell’Europa in tali settori appare un alibi ingiustificato e pretestuoso.

L’impegno del Movimento dei Focolari su temi che entrano nel vivo del dibattito politico è coessenziale al carisma dell’unità di Chiara Lubich che raccoglie sensibilità diverse superando gli steccati ideologici e muove a ciascuno la domanda rivolta a Caino nella Genesi: “Dov’è tuo fratello?”. Non eludere questo interrogativo per incidere sulle cause delle diseguaglianze, è l’elemento che accomuna l’esperienza vissuta dai Giovani per un mondo unito nelle periferie di Roma e Siracusa come la scelta del Comune di Palermo di approvare una “Carta per l’integrazione”, in cui viene sancito il “diritto alla mobilità” quale diritto inalienabile della persona umana.

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