Inception

Mescolando Freud e Shakespeare, Christopher Nolan prova a suo modo a dare forma alla sostanza di cui sono fatti i sogni.
Inception
Inutile, forse dannoso e praticamente impossibile provare a sintetizzare la trama di Inception. Vi basti sapere che nel paese delle meraviglie di Christopher Nolan si può entrare nei sogni altrui, in veste di ladri dell’inconscio assoldati per rubare segreti (in genere industriali) o per crearsi la reale illusione di una nuova realtà. E questo è solo l’inizio di una fantasmagorica avventura in cui il regista di Memento, mescolando Freud e Shakespeare, prova a suo modo a dare forma alla sostanza di cui sono fatti i sogni.

Due ore e mezza al fulmicotone, con prodigi visivi e narrativi che disorientano e affascinano, interdicono e attraggono. Paradossalmente, mezz’ora in più avrebbe giovato al film, per ridurne la concitazione, a tratti eccessiva, e favorirne una fruizione più meditata. Ma anche nella sua insufficiente lunghezza, Inception coglie nel segno: è il cinema che ancora una volta riesce a ridisegnare i confini del reale. 

 

Regia di Christopher Nolan; con Leonardo Di Caprio, Ellen Page, Cillian Murphy, Joseph Gordon-Levitt, Ken Watanabe, Lukas Haas, Marion Cotillard, Michael Caine, Tom Berenger, Tom Hardy.

 

 

Valutazione della Commissione nazionale film: complesso, problematico (prev.)

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