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Mondo > Esteri

In Spagna cresce il turismo invernale

di Javier Rubio

Per molti appassionati, la Spagna non è solo sole e mare d’estate, ma anche sci d’inverno. I Pirenei al nord e la Sierra Nevada al sud. Ma ci sono stazioni sciistiche anche vicino a Madrid e nel nord-ovest.

Sciatore (foto Pexels – Pawel Fijalkowski)

L’immagine turistica che per decenni la Spagna ha “venduto” è quella di caldo, sole, spiaggia e mare. Una ricetta che ha attirato non solo turismo stagionale, ma anche quello migratorio, proveniente soprattutto dal Nord Europa: persone che si trasferiscono in un clima più benevolo una volta raggiunta la pensione. Le statistiche dicono che una trentina di comuni spagnoli oggi sono abitati per oltre il 50% da stranieri. Tra questi comuni ad alta vocazione turistica, una ventina è in provincia di Alicante, sulla costa mediterranea, destinazione turistica prevalente, nella quale confluiscono europei del nord e mano d’opera di molti altri Paesi.

Nel sud europeo, Spagna compresa, ci sono però anche molte località in cui nevica e fa freddo. Nelle montagne dei Pirenei, alla frontiera con la Francia, sei cime oltrepassano i tremila metri (l’Aneto, il più alto, 3.404 metri). La Cordigliera Penibetica, nel sudest della penisola spagnola (lungo la costa meridionale, dalla provincia di Cadice a quella di Alicante), somma tre cime che superano i tremila metri (il più alto Mulhacén, 3.482). E il monte più alto in assoluto lo troviamo nelle Isole Canarie: il Teide, 3.718 metri. Altre catene montuose del centro della penisola contano diverse cime di oltre due mila metri, in un’area dove l’altitudine media è di 650 metri. Io sono nato in una città posta a 946 metri sul livello del mare.

All’immagine di sole e spiagge bisogna quindi aggiungere quella di neve e montagna. Da aggiungere alle eccellenze gastronomiche, alle dimensioni storica, culturale e folcloristica.

Proprio in questi giorni si è aperta la stagione sciistica in Spagna. Molti, spagnoli e stranieri, stanno raggiungendo le stazioni sciistiche per godersi questo sport. Pochi giorni fa, l’Asociación Turística de Estaciones de Esquí y Montaña (Atudem), cioè l’Associazione Turistica delle Stazioni Sciistiche e di Montagna, insieme alla Real Federación Española Deportes de Invierno (Spainsnow), ha diffuso le cifre che mostrano lo sviluppo di questo sport in Spagna. Nella stagione invernale 2024-2025 i venti comprensori sciistici esistenti hanno accolto complessivamente 5.155.380 visitatori, e hanno realizzato un fatturato complessivo di 153,5 milioni di euro, il secondo miglior dato dell’ultimo decennio. Per la stagione appena aperta, 2025-2026, l’offerta è di 180 kilometri di piste sciabili.

La pratica dello sci è cresciuta molto negli ultimi decenni. Nella stagione 2015-2016 furono 4,5 milioni le persone che raggiunsero la neve degli impianti sciistici. Certo, è uno sport costoso, forse non per pochi ma comunque non per tutte le tasche. Il metro di misura sono i prezzi dei forfait: del pass turistico o sportivo, di una tessera personale e non cedibile con la quale è possibile utilizzare tutti gli impianti di risalita, sia per un solo giorno che per l’intera stagione. Nella Sierra Nevada (160 Km a nord-est di Malaga) si trovano pass per mezza giornata, per un giorno, per più giorni consecutivi, per lunga durata (tra 10 e 20 giorni) e per stagione. C’è perfino la “formula familiare” e il “forfait per famiglia numerosa”. I prezzi per un adulto vanno dai 38 euro per mezza giornata ai 1.300 euro per la stagione completa.

Per la stagione appena iniziata si è cercato di migliorare la qualità dell’offerta con grossi investimenti, cercando di offrire ai visitatori un’esperienza ottimale e servizi adeguati in un settore che attualmente dà lavoro a circa 3.200 persone.

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