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Cultura > Arte e Spettacolo

In scena

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova

Tra le proposte per la  settimana "La diceria dell'untore" di Vincenzo Pirrotta, "Santa Giovanna dei Macelli" di Luca Ronconi e "Tre famiglie" di Israel Horovitz

La diceria dell’untore

La diceria dell’untore
 
«L’ho pensato e abbozzato verso il ’50, l’ho scritto nel ’71. Mi è venuto dall’esperienza di malato in un sanatorio palermitano negli anni del dopoguerra. Il sentimento della morte, la svalutazione della vita e della storia, la guarigione sentita come colpa e diserzione, il sanatorio come luogo di salvaguardia e d’incantesimo. E poi la dimensione religiosa della vita, il riconoscersi invincibilmente cristiano». Così confidava Gesualdo Bufalino, nel marzo 1981, in un’intervista all’amico Leonardo Sciascia, a proposito del suo romanzo. La creazione lirica e barocca dello scrittore siciliano rivive nell’originale rilettura di Vincenzo Pirrotta (nel ruolo, anche, del Gran Magro), che innesta e imprime, nella trama scenica, forti tensioni drammatiche. A rievocare la vicenda è un io narrante senza nome (il protagonista Luigi Lo Cascio), che assolve il dovere proprio di un sopravvissuto: testimoniare i fatti.
 
Al teatro Eliseo di Roma, dal 28/2 all’11/3. Produzione Teatro Stabile Catania
 
Santa Giovanna dei macelli
 
Grande attesa per il debutto di Luca Ronconi con il teatro di Bertolt Brecht, che affronta per la prima volta. E sceglie la storia di Giovanna Dark dei Cappelli Neri, l’ingenua e appassionata “eroina” dell’Esercito della Salvezza. Nella Chicago della crisi del 1929, il magnate della carne Mauler vuole salvare i profitti a spese di operai, allevatori, concorrenti, azionisti, piccoli risparmiatori. Giovanna lotta contro di lui, ma finisce sfruttata da tutti. Indomita, prosegue sino al martirio e finirà santificata dai suoi persecutori. Uno spettacolo denso, una verifica del suo grado attuale di vitalità, che vede impegnati un grande cast di attori, quali Maria Paiato, Fausto Russo Alesi, Paolo Pierobon.
 
Al Teatro Grassi-Piccolo di Milano, dal 28/2 al 5/4
 
 
Pasticceri.  Io e mio fratello Roberto
 
La trama del Cyrano di Bergerac riscritta e raccontata all’interno di un laboratorio di pasticceria, tra fornelli, zucchero, cioccolato e panna montata. Mentre i due fratelli-gemelli si raccontano, preparano torte al cioccolato, alla frutta, bavaresi e profiterol. Gli spettatori affrontano un viaggio tra odori, sapori, spunti poetici e ironici e alla fine godono del risultato di una notte di lavoro in un laboratorio di dolci, da assaporare a fine spettacolo in un momento di sana convivialità e di incontro.
 
Di e con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano. Roma, teatro Ambra alla Garbatella, fino al 4/3
 
Tre famiglie
 
Mescolando delicatezza e senso dell’ironia a un’originale capacità di osservazione della realtà, l’autore americano Israel Horovitz mette sotto una lente d’ingrandimento i rapporti e le relazioni familiari, rivelando gli aspetti più curiosi, crudeli, commoventi e divertenti del privato. Il Voto di Orange è un testo ironico che parla di come le cose cambiano da una generazione all’altra. Sei come sei tratta con leggerezza questioni terribilmente serie, come il maltrattamento all’interno dei rapporti familiari. Uomo nella neve si svolge nell’atmosfera magica e rarefatta di un’aurora boreale.
 
Tre famiglie, regia Andrea Paciotto. Spoleto, Teatro Caio Melisso, dal 2 al 4/3, quindi a Gualdo Tadino, Marsciano, Magione, Panicale 

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