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Cultura > Arte e Spettacolo

In scena

di Giuseppe Siciliano

- Fonte: Città Nuova


Il ricco repertorio offerto In Italia in uno sguardo di approfondimento reso possibile dall'arte teatrale.

scena

Il cuore di tenebra di Enrique Vargas

Quella del regista e antropologo Enrique Vargas del Teatro de los Sentidos, è un’esperienza sensoriale, in assenza di luce, attraverso un paesaggio desolato in cui domina la terra e che può ricordare l’antico letto di un fiume, in un’esplorazione personale lungo i confini del proprio potenziale latente di corruzione. Un lavoro pensato come un passaggio tra la vita e la morte, un non-luogo dove la relazione con se stessi è la somma delle decisioni, i sogni, i successi ed i fallimenti che hanno plasmato la nostra vita. “Cuore di tenebra”, Associazione Teatrale Pistoiese, nell’ex centro fiere di via Pertini, 54 spettatori a replica con prenotazione obbligatoria al numero 0573 991609.Dall’1 al 4/10.

 

L’Amleto di Marco Cacciola

Da un ipotetico regno dei morti, un padre che fu re si rivolge a suo figlio per rivelargli, quando ormai è troppo tardi, ciò che ha potuto vedere e comprendere durante i suoi ultimi istanti di vita. Dopo di lui, in questo non luogo misterioso e di passaggio, sono destinati a cadere i personaggi dell’Amleto, ognuno portatore di un tema e di una rinnovata visione sulla vita e sulla morte, ognuno interpretato dallo stesso attore, solo. Il progetto parte dal testo shakespeariano per attraversare i dubbi che fondano il nostro tempo. Siamo noi a essere Amleto: sopraffatti dal Pensiero, impossibilitati all’Azione. Uno studio tra la prontezza e l’azione. Una riflessione sull’identità. La solitudine. L’arte. “Io sono. Solo. Amleto”, scritto, diretto e interpretato da Marco Cacciola con testi originali di Lorenzo Calza, Michelangelo Dalisi, Letizia Russo. Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione Cantiere Moline. A Bologna, Teatro delle Moline, dal 29/9 all’11/10.

 

Nel Disorient Express di Cinzia Leone

Uno spettacolo che racconta la confusione generata da una forma di democrazia virtual-virale alla quale eravamo impreparati: milioni di persone che improvvisamente, grazie alle infinite opportunità di espressione offerte dalla tecnologia e dalla virtualità, parlano, esprimono opinioni e aggiungono informazioni. Siamo disorientati da un vento di contraddizioni che ci spettina tutti i pensieri. Questo è il perno del racconto plasmato dall’intelligente e diretta ironia di una predicatrice, previsionista e affabulatrice comica che si immedesima – tra battute, gag e copioni tratti dalla nostra vita quotidiana – nella mente confusa di ognuno di noi. “Disorient Express” di Cinzia Leone, scritto a 4 mani con Fabio Mureddu. A Roma, Teatro Golden, dal 29/9 al 25/10. 

 

Nel Purgatorio di Ariel Dorfman

Una stanza bianca. Potrebbe essere un carcere, un manicomio, un luogo di tortura, o il Purgatorio… Due personaggi: un uomo e una donna. Un dialogo serrato. Domande e risposte, quasi un interrogatorio. Ma chi è la vittima? E chi il carnefice? Ariel Dorfman riprende gli ingredienti della tragedia classica e scrive una nuova opera teatrale sulla violenza e la crudeltà; forte e intensa come “La morte e la fanciulla”, da cui Polanski trasse l’omonimo film di successo. Il saggio di diploma dell’allievo regista Samuel Potettu, vede come interpreti dello spettacolo due attori diplomati dall’Accademia Silvio D’Amico: Giulia Salvarani e  Andrea Pangallo. “Purgatorio”, di Ariel Dorfman, scene di  Bruno Buonincontri, costumi Gianluca Falaschi, luci Sergio Ciattaglia. A Roma, Teatro Studio “Eleonora Duse”, dal 2 al 9/10.

 

Il Kung-Fu di Dieudonné Niangouna

Teatro e cinema si fondono in questo spettacolo in cui l’autore e protagonista racconta l’infanzia in Congo con un padre insegnante pazzo per il cinema. Dalla Francia, il Professor Niangouna porta in Africa tantissimi VHS con film di ogni genere da guardare con il figlio, sognando di farne un cineasta. Tra tutte, il ragazzino ama le pellicole che parlano di kung-fu e il padre, tenendo conto della passione del figlio, promette di inviarlo in Cina a imparare la tecnica dei monaci Shaolin. Ma Dieudonné non diverrà un regista di cinema, bensì un uomo di teatro. Tuttavia, il cinema gli consente di “fare il suo kung-fu”, quel percorso tra fantasia e realtà che ogni appassionato della settima arte costruisce a partire dai fotogrammi dei film che hanno accompagnato gli eventi della propria vita. “Le Kung-Fu”,testo, regia, scene, interpretazione di Dieudonné Niangouna, traduzione Silvia Paparella. A Milano, Piccolo Teatro Grassi il 2 e 3/10.

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