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Italia > Politica

In Austria vincono i Verdi

di Joachim Schwind

- Fonte: Città Nuova


Con un vantaggio di poco più di 31 mila voti il candidato dei Verdi, Alexander Van der Bellen, ha vinto il secondo giro delle elezioni a presidente della Repubblica

presidente Austria

L’Austria se l’è cavata – come si dice da queste parti – con un “occhio azzurro”. Con un vantaggio di 31.026 voti il candidato dei Verdi, Alexander Van der Bellen, ha vinto il secondo giro delle elezioni a presidente della Repubblica. Con lui ha vinto il rappresentante di una politica pro-europea, di una politica più aperta riguardo alla problematica della migrazione. Ma quasi la metà della popolazione era convinta che il candidato degli azzurri – il colore dei liberali-nazionalisti – sarebbe stato la persona giusta per rappresentare l’Austria in tutto il mondo. Questo risultato è più di uno schiaffo per la politica degli ultimi decenni in Austria. È un pugno nell’occhio di tutta la classe politica in Austria, i cui candidati sono falliti clamorosamente già al primo giro delle elezioni. Il nuovo governo del cancelliere Kern, che ha iniziato il suo lavoro pochi giorni fa, sarà – lo dicono tutti i commentatori – l’ultima chance dei partiti SPÖ (socialdemocratici) e ÖVP (democristiani) chiamati una volta “i grandi partiti popolari”. Se il nuovo governo non riuscirà a cambiare rotta in poco tempo, questi partiti spariranno nell’oblio.

 

Il pugno del risultato delle elezioni a presidente va anche nell’occhio dell’Unione europea. Anche nei Paesi dell’Europa occidentale si può notare una crescente insoddisfazione con una politica di compromessi, burocratica, centrata sul mercato e perciò lontana dalla gente. C’è sete di visioni convincenti e di collaborazione solidale.

 

L’Austria è divisa tra due direzioni: quella verde e quella azzurra, quella pro-europea e quella che critica l'Ue, quella conservatrice-nazionale e quella aperta e tollerante. Forse le esigenze più profonde dietro a queste correnti apparentemente opposte sono più vicine di quanto sembra. Sarà il primo e il più difficile compito del nuovo presidente, farlo vedere, per ricucire quanto si è spaccato negli ultimi mesi.

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