Imprenditori della cultura

La nuova fondazione “Per Sophia”. La rete degli amici. Pensare in grande
Marco Bernardini
Arrivando a Loppiano, l’impatto per chi non conosce il luogo è notevole. Ma anche per chi ci è stato più volte non è mai scontato. E non solo per l’ambiente che accoglie, cielo e prati verdi soprattutto, ma anche per i “contenuti” e gli eventi sempre nuovi. Ultima novità, in ordine di tempo, la nascita della “Fondazione per Sophia”, che ha lo scopo principale di sostenere crescita e sviluppo dell’omonimo Istituto Universitario, ormai giunto al suo terzo anno di attività.

 

Nel campus di Loppiano, quest’anno sono presenti 68 studenti (tra laurea magistrale, dottorato e post-dottorato), provenienti da 26 nazioni e 25 distinti percorsi disciplinari a livello universitario. Intorno a loro, una vera comunità educante, «piccola, ma audace risposta all’estrema frammentazione della società contemporanea, tentativo di promuovere una formazione integrale che abbracci tutti gli aspetti dell’esistenza personale e sociale». E la presenza, quest’anno, di una studentessa appartenente alla Chiesa ortodossa ed una alla grande tradizione del Buddhismo, «oltre ad arricchirci tutti grandemente, ci offre l’opportunità di dare attuazione all’innovativo articolo 53 del nostro Statuto che prevede, tra i profili integranti del progetto accademico, l’apertura interculturale e interreligiosa, insieme a quella interdisciplinare».

È Piero Coda, preside dell’Istituto, che parla, sottolineando «l’apporto solidale di tutti i docenti, nella convergenza dialogica delle rispettive competenze e passione culturale». Insomma non di tran tran si tratta, ma di una «affascinante e impegnativa avventura accademica» che coinvolge professori, studenti, amici, mezzi di comunicazione (riviste, libri, sito Internet), insieme a popolazione e territorio dei comuni circostanti.

 

Da una costola di questa avventura accademica nasce ora un’iniziativa che vuol essere altrettanto impegnativa e trascinante: la “Fondazione per Sophia”. Ne parliamo con il presidente, Marco Bernardini.

 

Presidente, di cosa si tratta?

«La Fondazione nasce con l’intento di aprire varchi nella società e nel mondo per diffondere la cultura prodotta dallo Ius, con il quale condividiamo elementi ispiratori e finalità».

 

Come si diffonde questa cultura?

«Facendo impresa. Dobbiamo collocare sul mercato un prodotto assolutamente originale: molti hanno già manifestato un forte interesse per il nostro messaggio, forse perché hanno intravisto in esso anche autentici vantaggi operativi per le loro attività. Per il mondo aziendale, ad esempio, potrebbe essere l’occasione per sperimentare una modalità operativa diversa e più rispondente alla valorizzazione delle proprie risorse umane. Con conseguente miglioramento dei rapporti interni, rafforzamento del senso di appartenenza ed incremento dei risultati economici».

 

Avete un vostro stile specifico?

«La Fondazione deve costantemente aggiornarsi sui grandi temi del momento, decodificando i segnali che provengono dalla società civile, soprattutto quelli deboli e leggeri perché premonitori. Questo perché per proporre alta formazione bisogna conoscere le esigenze dell’altro, mettersi nei suoi panni, ascoltando e parlando il suo linguaggio. Solo in questo modo diventiamo imprenditori della formazione. Altri istituti universitari guardano già con interesse all’originale rapporto di reciprocità esistente, qui a Loppiano, tra docenti e studenti».

 

A che punto siete?

«Siamo appena nati, ma il lavoro è già intenso. Vogliamo creare il Gruppo degli amici della Fondazione, mettendo in piedi una “rete” per radicarci sul territorio».

 

Siete piccoli, ma volete diventare grandi…

«Nei prossimi mesi incontreremo enti e persone a livello europeo. Con noi ci sono già tanti amici qualificati, con i quali abbiamo costituito una sorta di comitato scientifico dal quale attingiamo spunti, consigli ed incoraggiamenti. Insomma, muoverci con umiltà e pensare “in grande”. Il lavoro è impegnativo, ma siamo spinti dalla forza del carisma di Chiara Lubich».

 

 

Per Sophia

Fondazione di partecipazione promossa dal Movimento dei focolari, con sede in Incisa in Val d’Arno (Firenze), località Burchio, presso il Polo Lionello Bonfanti. Costituita il 19 dicembre 2009, è iscritta nel registro delle persone giuridiche private presso la Regione Toscana. Sul sito www.fondazionepersophia.org le modalità per sostenere la Fondazione, e quindi lo Ius.

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