Imparare da Gesù

Spesso viviamo in un contesto sociale in cui la famiglia è ancora importante, ma è a volte molto chiusa e non incoraggia i giovani nel loro slancio verso ideali totalitari. Qualcuno un giorno mi ha chiesto: Come fare breccia in questo tipo di famiglia ricca e borghese?. Io penso che noi non dobbiamo mirare a fare breccia nella famiglia. Noi dobbiamo entrare nel cuore degli uomini, nel cuore di quelli che formano la famiglia, far sì che quel Gesù che è in tutti possa, anche per il nostro amore, rinascere, manifestarsi. Come? Facendoci uno come diciamo noi, cioè morendo per gli altri. Bisogna poi lasciar fare a Gesù, lasciar che egli apra questa famiglia un po’ gretta e troppo chiusa, anche se ricca del sacramento del matrimonio che è una grande benedizione, una grande grazia. Qualche volta l’influsso dell’ambiente e l’egoismo possono avere il sopravvento e chiuderla. E allora bisogna ricominciare; affinché un giorno Gesù possa lui far breccia. Ci sarà anche da soffrire, però bisogna essere fermi, decisi. È solo con questa apertura delle famiglie che si può costruire una fratellanza universale. In essa potranno inserirsi anche tutti i nostri parenti, pure loro candidati all’unità e all’amore reciproco che Gesù ha portato. Ma senza abbattere queste barriere partendo dalla famiglia, non si può far nascere su questa Terra la fratellanza universale. Quando i figli diventano grandi, la confidenza con loro a volte è difficile. Si alza una barriera e il dialogo è faticoso… Però, nella nuova considerazione che dobbiamo avere per loro ormai adulti e per tanti aspetti autonomi, non deve mancare mai quel rapporto profondo che è stato per tanti anni il motore della famiglia. Dobbiamo quindi continuare a farci uno con loro, fino a lasciarci mangiare. Penso a Gesù Eucaristia: farci uno in modo che si sentano nutriti dal nostro amore, confortati, sollevati, compresi. La mamma, per esempio, non ha mica vergogna di farsi uno col suo bambino piccolo, fino ad apparire quasi incapace di parlare perché balbetta come lui: è l’amore che la spinge a far questo; si fa uno col bambino e il bambino ride. Il papà gioca col ragazzo e non ha vergogna di farsi vedere a perder tempo, a giocare alle carte o a qualche altro gioco… Il ragazzo ne è divertito e così l’amore aumenta. Chi ama si fa veramente uno e anche se il nostro dovere a un dato momento fosse quello di correggere, in un clima così la correzione sarebbe anche accettata. Farsi uno in tutto, in tutto, in tutto, come Gesù, che si fa uomo, si fa uno con noi in tutto, tranne che nel peccato. Lui, da Dio che era, si è fatto uomo come noi, nel lavoro, nella vita familiare, nel riposo. Gesù ha… perso tempo, in certo senso, a dormire e a nutrirsi per essere come noi… Come si dice oggi, ha vissuto veramente l’altro: da Dio si è fatto uomo. Così anche noi, se uno piange, piangere con lui; e poi ridere con lui, godere con gli altri, e vedere gli altri nutriti dal nostro amore. E tutto solo per amore, senza interesse alcuno, altrimenti non è più amore. Farsi uno anche con chi non crede, scoprire, comprendere le esigenze positive che sempre esistono in ognuno, condividerne gli ideali anche, fin dove è possibile. Bisogna studiarle tutte per darsi completamente ai figlioli, un darsi che non è tanto questione di tempo, quanto di intensità. Si deve ascoltare quella voce dentro di noi, la voce dello Spirito Santo, per comportarsi nel modo giusto.

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