L’azzurro chiude una settimana quasi perfetta in quel di Montecarlo che vede come unica sbavatura l’interruzione della storica striscia di set vinti nei Masters 1000 (ben 37) con un solo set perso − perché frenato da un problema alla schiena − agli ottavi di finale contro il ceco Tomas Machac nella partita finita in tre set con il punteggio di 6-1, 7-6, 6-3. Una sconfitta, quella al secondo set, che non ha rallentato il nostro campione nella sua corsa verso il titolo visto che, ripresosi dal fastidio alla schiena, torna a vincere in due set contro il canadese Auger-Aliassime per 6-3, 6-4 e ripete la magia anche in semifinale contro il numero tre del mondo, Alexander Zverev, annientato in due set con il parziale di 6-1, 6-4. Vittoria, quella contro il tedesco, che permette a Jannik di giocare la sua prima finale a Montecarlo dopo la sconfitta nelle due semifinali precedenti, rispettivamente contro Rune nel 2023 e contro Tsitsipas l’anno dopo.
L’ormai ex numero due al mondo, arriva quindi in finale al Rolex Monte-Carlo Masters, il suo terzo 1000 della stagione e il primo sulla terra rossa contro il campione in carica del Principato e numero uno al mondo, l’amico e rivale diretto Carlos Alcaraz. Una finale che non è solo una finale ma che rappresenta uno spartiacque della stagione perché si tratta del primo scontro diretto dell’anno tra il numero 1 e il numero 2 al mondo e, soprattutto, perché è una finale che vale doppio: vincendo, Sinner supererebbe Alcaraz in classifica; perdendo, lo spagnolo conserverebbe il suo posto in vetta al ranking Atp. Una finale, quindi, molto attesa da entrambi con l’azzurro che dichiara: «Non vedo l’ora. Avere una gara prima del Roland Garros contro di lui mi serve e − aggiunge poi − io non ho nulla da perdere» e lo spagnolo che gli fa eco dichiarando: «Sono contento della prima sfida con Jannik nel 2026».
Una finale da maestri
Queste, dunque, le sensazioni alla vigilia della gara per Alcaraz che arriva da campione in carica e con uno storico favorevole, soprattutto sulla terra battuta e Sinner che, invece, si presenta con una crescita costante e con la fiducia accumulata nei mesi precedenti. E con queste sensazioni i due giganti del tennis mondiale attuale scendono in campo nel loro primo confronto del 2026 per offrire a tutti gli amanti del tennis (e non solo) un’altra finale da manuale tra due che non sono più giovani promesse, ma che sono il presente, il futuro e la storia del tennis mondiale, capaci di giocare una partita che il punteggio finale di 7-6, 6-3 può raccontare solo in parte.
Le due ore e 15 minuti di gioco hanno visto, infatti, un’altra magnifica finale tra i due giovani maestri come sempre tesa, combattuta e segnata da momenti di difficoltà e da improvvise accelerazioni. Nel primo set Alcaraz parte meglio, strappa il servizio e sembra poter controllare il ritmo, ma Sinner resta agganciato al match, recupera e porta il parziale al tie-break, dove emerge la sua lucidità nei punti decisivi. Nel secondo set, invece, l’azzurro alza l’asticella dimostrandosi più solido e preciso nei momenti chiave, fino a chiudere con autorità il set che lo consacra nuovo re di Montecarlo. L’altoatesino finisce, quindi, la sua settimana da maestro assoluto con anche la vittoria in finale contro l’ex numero 1 al mondo che è costretto a cedere il trono all’azzurro dopo ben 67 settimane passate in vetta al ranking Atp.
E Sinner è, di nuovo, numero uno al mondo e lo diventa nella terra rossa favorevole ad Alcaraz, per dimostrare (qualora ce ne fosse ancora bisogno) la sua continuità, solidità e ormai completa maturità anche a prescindere dal terreno di gioco. Un risultato molto importante per l’altoatesino in quello che è quasi un torneo casalingo per lui, residente a Montecarlo, che omaggia così il suo pubblico al termine della finale: «Grazie a tutti, giocare qui mi fa sentire a casa, è come essere in Italia».
E, che sia in Italia, a Montecarlo o ovunque nel resto del mondo, grazie a te Jannik perché, se portare il tricolore in alto è già difficile, ripetersi lo è ancora di più, soprattutto quando di fronte a te hai un altro campione immenso come Carlos Alcaraz con il quale stai scrivendo una nuova e appassionante pagina di storia del tennis che vorremmo non finisse mai. E, mentre ci diamo appuntamento a Parigi per una nuova battaglia, intanto, diamo il buongiorno al Belpaese con il nuovo numero uno al mondo di tennis che, di nuovo, parla italiano.
