Immensamente

«Crederci era un'impresa titanica». Un medico di fronte al mistero della vita e della morte.
“Immensamente”. L’avverbio fluttuava nella mente e nel cuore di Paola, senza trovare un alloggio degno e certo. Quella parola impegnativa e piena doveva essere consumata nella condivisione, le sembrava troppo grande per essere contenuta così in un’unica anima. Per questo motivo impugnò il cellulare e chiamò il marito.

«Ascoltami, Davide, ho poco tempo, devo trasmetterti quest’emozione e la consapevolezza di quello che ho appena ascoltato: “Dio ci ama immensamente”».

Il silenzio avvolse ambedue i microfoni così lontani. Non servivano parole anche se nulla appariva scontato: la chiamata, il messaggio, il silenzio. «Dio ti ama».

Il turno di lavoro stava per iniziare per Davide. E il traffico, il saluto ai colleghi, le normali incombenze di controllo sulle prassi nel reparto ospedaliero, durarono un tempo indefinito. E un pensiero ricorrente, quasi una base sui cui far scorrere le ore della vita quotidiana, chiedendo: perché?

Dio ti ama immensamente. Poche parole per dire una verità da capire, da esplorare e da vivere intensamente. Vigilando.

 

Poi l’emergenza. La condizione della giovane madre, sua paziente, stava precipitando: il peggio, che temeva terribile, stava avvenendo sotto i suoi occhi impotenti. Il medico, il padre, l’uomo… Tutto si ribellava dentro, alla ricerca di un’ancora di salvezza e di speranza; ma il nulla, il vuoto si era impadronito anche di lui, il professionista impotente di fronte al mistero della vita e della morte. I passi veloci eppure appesantiti dallo sconforto lo avevano portato a quel letto straziato. Cosa dire a quegli occhi sperduti e imploranti?

«Dottore, è finita, è finita…». Un baleno soltanto, un guizzo di ribellione più forte avevano scosso Davide che la stava sollevando, misurando con delicatezza quelle spalle giovani e così provate! Aveva solo poco fiato per ripetere: «Dio ti ama, immensamente».

«I miei bambini… anche con questo Dio mi ama?».

«Sì, Dio ti ama».

«Anche adesso Dio mi ama?».

«Sì, immensamente, adesso, qui».

Crederci era un’impresa titanica. Solo Dio avrebbe potuto trasformare quell’angoscia in possibilità.

«Sì, Dio mi ama immensamente». Era pronta, lei, la madre, la disperazione, la speranza e la resurrezione. Accerchiata dall’Amore.

Davide chinò il capo. Gli era concesso di percepire un angolo di quel Paradiso, grave e sublime, in terra.

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