Il volo negato

Manifestazione a favore della vita a Città del Messico.

Piccole bare come uno stormo in formazione. Un volo negato a 880 mila bambini solo nel 2008. Siamo a Città del Messico per una protesta inscenata dal Comitato nazionale pro vita. È stridente il contrasto con la gioia di una pedalata di un bambino. L’energia della vita che procede oltre la legge che permette, dal 2007, nella sola Città del Messico, l’interruzione della gravidanza nelle prime 12 settimane senza restrizioni e senza poter essere perseguiti penalmente.
Per giustificare l’aborto si sottolinea la violenza sulle donne, la violenza domestica, gli stupri, gli omicidi, i diritti civili; ma l’interruzione di una vita è sempre una sconfitta. Nessuno è, di per sé, favorevole all’aborto. Alla morte al posto della vita. Anche se il dramma umano sotteso ad una tale decisione andrebbe, comunque, capito. E lavorare per trovare le condizioni sociali, economiche, relazionali, psicologiche affinché si possa portare avanti la gravidanza.
Ancora più impegnativo è rimuovere gli ostacoli culturali di una società dove solo nel 58,5 per cento delle famiglie è presente una figura maschile con un’educazione scolastica, nel 40,6 per cento dei casi, molto incompleta. L’interruzione di gravidanza è la scorciatoia.

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