Il villaggio della speranza

Afine anno 2004, Elena Radaelli e Stefano Gandolfi di Milano sono in viaggio di nozze nel sud dello Sri Lanka, al Parco de Yala, a dieci minuti dalla costa. Come tanti altri turisti e gente del posto, osservano con sgomento il mare ritirarsi improvvisamente e misteriosamente, per essere poi presi dall’onda anomala e gettati in pieno nella tragedia dello tsunami. Li salva la giovane guida del parco che, con eccezionale senso del dovere ed altruismo, pensa a mettere in salvo loro e altri turisti, prima di provvedere ai propri famigliari. Non può restare insensibile di fronte a ciò che ha vissuto e visto coi propri occhi e, tornando al suo lavoro in una grande società multinazionale, Elena coinvolge i propri colleghi nella gara di solidarietà verso le popolazioni del Sud- Est asiatico. La sua forte testimonianza arriva fino alla dirigenza della società, che decide d’impegnarsi in qualcosa di più che una semplice donazione o raccolta di fondi tra i dipendenti; vuole un progetto organico, che possa contribuire concretamente alla ripresa della vita e delle attività della popolazione in un lembo dello Sri Lanka. Di qui a proporre la collaborazione dell’Amu, l’associazione Azione per un mondo unito, Ong dei Focolari, il passo è breve. Tra i contatti che l’Amu ha attivato in Sri Lanka, ci sono i rappordi ti con due fondazioni di carattere sociale e di ispirazione interreligiosa che lavorano in un clima di dialogo positivo fra indù, musulmani, buddhisti e cristiani: la Pattakanou Foundation e la Inter Religious Foundation for Peace (Irpf), entrambe in ottimi rapporti con il vescovo cattolico di Batticaloa, Mons. Kingsley Swampillai. La Pattakanou Foundation si occupa soprattutto di sostegno a bambini orfani, sia in istituti retti da religiose cattoliche, che in casefamiglia rette da persone indù e buddhiste. Il suo attuale presidente, nipote del fondatore, è una personalità indù molto stimata dalla stessa Madre Teresa di Calcutta e dalle sue suore, alle quali lo legano rapporti di profonda amicizia e una lunga collaborazione. Dopo il maremoto del 2004, tutte queste associazioni si sono dedicate subito a prestare soccorsi di emergenza e, nelle fasi successive, ad elaborare programmi di riabilitazione e ricostruzione per le popolazioni più vulnerabili colpite dalla catastrofe. In particolare la Pattakanou Foundation ha progettato la realizzazione di un Villaggio della Speranza nei pressi di Batticaloa, sulla costa orientale del paese, dove in passato aveva infuriato la guerra civile. Si tratta di un progetto coraggioso: accogliere minori, orfani dello tsunami, in piccole comunità di tipo famigliare, curati da donne rimaste vedove e sole o da religiose cattoliche, che faranno da madri per il resto d vita a loro e agli altri fratelli e sorelle del gruppo. L’idea appare subito molto valida, e la società di Milano decide di finanziare la costruzione di due abitazioni per questi gruppi famigliari, provvedendo all’intero equipaggiamento e alle spese di gestione per un anno. Altre due fondazioni tedesche, che già da anni collaborano con la Pattakanou Foundation, completeranno le opere necessarie, assicurando il sostegno gestionale del progetto anche per gli anni successivi. Oltre a questo intervento, che rappresenta il nucleo centrale dell’intera azione, il progetto dell’Amu prevede anche la ricostruzione di case per i pescatori di Arugambe, più a sud, sempre lungo la costa orientale; sarà seguita dall’Irpf, che accetta la sfida di portare un segno di unità e di collaborazione interreligiosa, proprio là dove più forti sono i pregiudizi e le difficoltà di rapporti tra i gruppi di fedi diverse Ci sarà anche una terza componente del progetto, per l’aiuto a giovani seguiti dai padri Oblati di Maria Immacolata (Omi), affinché possano continuare gli studi interrotti. Il valore totale del progetto pluriennale è di circa 725 mila euro, in buona parte assicurati nalle fondazioni tedesche; la società milanese apporterà un contributo di 150 mila euro,mentre il rimanente sarà fornito dalle controparti locali e dall’Amu. Durante lo scorso mese di luglio, come responsabile progetti dell’Amu, mi sono recato in Sri Lanka per prendere contatto diretto con le principali autorità civili e religiose della provincia di Batticaloa e con i responsabili dell’Irpf di Arugambe; tutti hanno rinnovato l’apprezzamento per l’iniziativa e l’incoraggiamento a realizzarla. Altrettanto importante è stato il rapporto stabilito con l’architetto ed i tecnici per definire i dettagli della costruzione del Villaggio della speranza, e con il personale che provvederà alla gestione del progetto. Da questi primi passi, rimane la forte impressione di un’esperienza semplice e profonda di quella solidarietà e di quell’amore che sa valorizzare il positivo di ogni uomo e di ogni cultura, superando le difficoltà e gli ostacoli, talvolta apparentemente insormontabili. E ciò a conferma del fatto che le religioni, vissute nella loro autenticità e profondità, possono essere fattore di pace e di progresso civile e spirituale per l’umanità. A tutt’oggi il terreno è già stato acquistato, sono iniziati gli scavi e gettate le fondamenta; il completamento della costruzione e l’ingresso dei primi bambini nelle case-famiglia è previsto per la metà del 2006. A tutto il mese di ottobre 2005 sono pervenuti 892.337,18 euro per i progetti di ricostruzione e assistenza alle popolazioni colpite dallo tsunami che l’Amu sta realizzando, grazie al supporto delle comunità locali dei Focolari in Indonesia, Thailandia e India, oltre che in Sri Lanka. Come pubblicato nel n.21 di Città nuova, ci stiamo mobilitando anche per l’aiuto alle vittime del terremoto in Pakistan. Chi desidera contribuire a sostenere queste varie iniziative di solidarietà, può inviare i versamenti con la causale Emergenze Asia a uno dei seguenti conti intestati ad Associazione Azione per un mondo Unito – Onlus – Via Frascati 342 – 00040 Rocca di Papa (ROMA): c/c postale N. 810 65005 c/c bancario N. 100000640053, presso Sanpaolo IMI – Agenzia di Grottaferrata (Roma) codice ABU 01025 – CAB 39140 – CIN M I contributi versati all’Amu sono deducibili fino al limite del 10 per cento del reddito imponi A tutto il mese di ottobre 2005 sono pervenuti 892.337,18 euro per i progetti di ricostruzione e assistenza alle popolazioni colpite dallo tsunami che l’Amu sta realizzando, grazie al supporto delle comunità locali dei Focolari in Indonesia, Thailandia e India, oltre che in Sri Lanka. Come pubblicato nel n.21 di Città nuova, ci stiamo mobilitando anche per l’aiuto alle vittime del terremoto in Pakistan. Chi desidera contribuire a sostenere queste varie iniziative di solidarietà, può inviare i versamenti con la causale Emergenze Asia a uno dei seguenti conti intestati ad Associazione Azione per un mondo Unito – Onlus – Via Frascati 342 – 00040 Rocca di Papa (ROMA): c/c postale N. 810 65005 c/c bancario N. 100000640053, presso Sanpaolo IMI – Agenzia di Grottaferrata (Roma) codice ABU 01025 – CAB 39140 – CIN M I contributi versati all’Amu sono deducibili fino al limite del 10 per cento del reddito imponibile.

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