Il vescovo di Pechino in visita ad Hong Kong

Prima visita ufficiale di un vescovo cattolico della capitale cinese alla diocesi di Hong Kong, 26 anni dopo il ricongiungimento dell’ex colonia britannica alla Cina
L'arcivescovo di Pechino Joseph Li Shan (sin.) e il card. di Hong Kong Stephen Chow si scambiano dei doni (Hong Kong Catholic Diocese via AP) Associated Press/LaPresse Only Italy And Spain

La settimana scorsa, il vescovo di Pechino Joseph Li Shan ha compiuto una visita ufficiale di 5 giorni (14-18 novembre) nella diocesi di Hong Kong. Si tratta di un atto molto significativo nella complessa situazione della Chiesa cattolica in Cina. Ufficialmente, infatti, non esistono da lungo tempo rapporti ufficiali fra la diocesi di Hong Kong e i cattolici cinesi. Questo non ha impedito che negli anni ci fossero scambi di diverso tipo, come conferenze o corsi di studio ai quali hanno partecipato rappresentanti di entrambe le parti, Hong Kong e diocesi della Cina popolare. Inoltre, proprio a Hong Kong, presso l’Holy Spirit Study Centre esiste l’osservatorio più importante per lo studio e la monitorizzazione della situazione dei cattolici cinesi. Visite di prelati, tuttavia, se c’erano state in precedenza, non erano mai state ufficializzate.

Il primo passo significativo in tal senso, era stata la visita che mons. Stephen Chow, gesuita da due anni a capo della diocesi di Hong Kong, aveva fatto alla diocesi cattolica di Pechino su invito del vescovo locale. Dal 17 al 21 aprile 2023, il neo-cardinale di Hong Kong, assieme al vescovo ausiliare Joseph Ha e al vicario generale Peter Choy, si erano recati nella diocesi di Pechino per una visita di 5 giorni. Si era trattato, per usare le parole dell’ordinario di Hong Kong, di «una visita che sottolinea la missione della diocesi di Hong Kong di essere una Chiesa ponte e promuovere scambi e interazioni… L’invito è stato ricevuto lo scorso anno dalla diocesi di Pechino ed è stato accolto in spirito di fratellanza nel Signore verso la fine dello scorso anno». A sua volta, il cardinale di Hong Kong aveva invitato il vescovo della capitale cinese a recarsi in visita ufficiale nella metropoli ritornata alla Cina da oltre un quarto di secolo (1997). È stato, quindi significativo che, al suo ritorno dal Concistoro dove è stato creato cardinale e dal Sinodo sulla Sinodalità, al quale hanno partecipato, almeno in parte, anche due altri vescovi provenienti dalla Cina, mons. Stephen Chow abbia potuto accogliere il prelato rappresentante i cattolici pechinesi.

Il programma, come riferito dagli organi ufficiali della diocesi e della Santa Sede, è stato ricco di momenti significativi. Oltre alla celebrazione dei vespri nella cappella della curia diocesana, che ha segnato l’inizio di questa “visita”, e una solenne messa celebrata nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione, il vescovo Li ha fatto visita a varie istituzioni del mondo cattolico hongkonghese. Particolarmente importante quella al Seminario (Holy Spirit Seminary), dove si è tenuto un convegno teologico sul tema “Sinodalità e Chiesa in Cina: comunione, partecipazione e missione”. Negli stessi giorni si è anche tenuto il terzo Simposio congiunto tra studiosi di Hong Kong e della Cina Continentale sul delicato tema della “Sinizzazione”, esaminato dal punto di vista della teologia. Il cardinale Chow, riferendosi alla sua esperienza dell’assise sinodale appena conclusasi a Roma, ha sottolineato che «il protagonista principale della sinodalità è lo Spirito Santo e che le persone dovrebbero ascoltare lo Spirito Santo, piuttosto che pretendere di guidare la Chiesa con metodi democratici». Da parte sua, il vescovo Li Shan ha affermato di essere rimasto colpito “dallo sviluppo della Chiesa di Hong Kong” ed ha ammesso che la sua diocesi nella capitale cinese “ha molto da imparare”. Per questo, mons. Joseph Li Shan ha sottolineato il suo impegno a voler «riportare questa esperienza a casa e impegnarsi intensamente per far crescere in meglio la Chiesa cattolica di Pechino».

Significativi sono stati anche i regali che i due prelati si sono scambiati. Il vescovo di Pechino ha donato al cardinale Chow un’immagine in vetro colorato del venerabile Matteo Ricci (1552-1610), il gesuita protagonista di una esperienza profetica di inculturazione nell’Impero di mezzo, e il cardinale ha donato al vescovo Li Shan un’immagine dei ss. Pietro e Paolo, delicatamente dipinti, con un effetto in rilievo tridimensionale, su un pannello di legno bianco. Non è difficile leggere nel simbolismo di questi regali le due grandi sfide del cristianesimo in Cina: da una parte l’inculturazione, oggi definita più come sinizzazione, e dall’altra la fedeltà alle radici e alla tradizione della Chiesa e al successore di Pietro. Un momento importante, come accennato, è stata l’Eucarestia concelebrata dai due prelati con il card. John Tong, vescovo emerito di Hong Kong, al termine della quale mons. Li Shan ha espresso la sua commozione per il fatto di aver potuto concelebrare intorno allo stesso altare insieme al cardinale Tong e al cardinale Chow.

Anche questi giorni, dunque, hanno rappresentato un momento importante nel cammino della Chiesa cattolica in Cina e nella sua comunione sia con la Chiesa di Hong Kong che con quella universale. Se una immagine è emersa da queste due visite reciproche fra le diocesi di Hong Kong e Pechino, è il ruolo di ponte che la prima può svolgere fra la Chiesa universale e quella del continente cinese. Un’immagine che già Paolo VI aveva coniato guardando al futuro dei cattolici di Hong Kong e dell’intera Cina.

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