Il valore sociale del matrimonio e della famiglia

La ricerca di un istituto di New York.
Il numero di matrimoni è notevolmente diminuito in questi anni, mentre aumenta quello dei figli nati al di fuori del vincolo matrimoniale. Sempre più persone scelgono di convivere, e questo può avere delle conseguenze negative sui ragazzi: tra i figli di genitori non sposati sono infatti in crescita la delinquenza giovanile, l’abbandono scolastico e la povertà.

 

Ad affermarlo è uno studio condotto dall’Insitute for American Values di New York, una onlus impegnata nel rafforzare la famiglia e la società civile negli Stati Uniti e nel mondo. Vi lavorano un centinaio di esperti di varie discipline e schieramenti politici, così da garantire un approccio interdisciplinare e collaborativo, che pubblicano poi studi congiunti sulle questioni inerenti la famiglia e la società.

 

Andrew Cherlin, nel suo recente libro The marriage go Round (Knopf Doubleday 2009), pone una domanda: perché calano i matrimoni, se i fiori d’arancio e il romanticismo sono temi dominanti nella cultura attuale? L’autore lo spiega con il concetto di “individualismo espressivo”, che vede il matrimonio solo come un modo per esprimere l’affettività e gli impulsi sessuali. Questo viene quindi considerato «essenzialmente una questione privata, un progetto individuale slegato dal bene comune e orientato in primo luogo alla soddisfazione personale».

 

I vescovi americani hanno pubblicato nel 2009 la lettera pastorale L’amore e la vita nel progetto divino, in cui si afferma che il matrimonio non è un patto privato tra due individui presi singolarmente, ma un’istituzione pubblica. Diverse iniziative sono state messe in campo per riaffermarne il valore e promuovere una “cultura della famiglia”.

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