Il silenzio dell’allodola

Opera prima del giovane regista David Ballerini che affronta un argomento serio, il dramma carcerario dell’Irlanda del Nord, una denuncia dolorosa espressa con un linguaggio coerente. Anche se per ora la distribuzione presenta delle difficoltà, la critica non ha ignorato il film, apprezzando la serietà dell’impegno. È la storia della prigionia di Bobby Sands, che veniva dai quartieri cattolici di Belfast e frequentava l’Ira. Arrestato, venne costretto a confessare un crimine non commesso, chiuso in isolamento e trattato con metodi brutali fino alla morte nel 1981. L’aspetto più duro del film, è infatti il comportamento dei custodi, che non riescono a controllare Bobby Sands, che organizza una protesta nel carcere e riesce a far uscire le sue note di diario, che fanno il giro del mondo e lo trasformano in un mito. Un martire moderno, la cui figura ci è riproposta per rammentarci di che cosa la società occidentale è, ancora, capace. Regia di David Ballerini; con Ivan Franek, Marco Baliani, Flavio Bucci. Raffaele Demaria Valutazione della Commissione nazionale film: La guerra dei mondi: accettabile, semplice; Il silenzio dell’allodola: accettabile, realistico (prev.); La piccola Lola: accettabile, realistico (prev.).

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