Il segreto di Mudoni

Tanti anni fa, in un lontano villaggio, viveva Mudoni, una bambina di undici anni. Quando si faceva buio, Mudoni usciva dalla piccola capanna di legno dove abitava e andava fuori a sedersi accanto al nonno per un po’ prima di andare a dormire. Tutte le notti il nonno rimaneva fuori per fare la guardia al suo gregge. Le piaceva tanto stare con il nonno! Lui aveva sempre tante storie da raccontarle ed erano tutte vere, così diceva lui. Soprattutto, le piaceva quella del bambino che trovarono dentro un cestino nel fiume e che poi da grande liberò tanti suoi amici prigionieri e passò il mare senza fare affogare nessuno di loro: si chiamava Mosè. Una volta, era inverno e faceva freddo, tanto freddo. Mentre Mudoni era ancora fuori con il nonno avvolta nella sua coperta accanto al fuoco, fu testimone di una cosa grandiosa: in cielo apparve una stella grandissima, luminosissima: la sua scia avvolgeva tutto il villaggio e Mudoni avrebbe giurato di sentire qualcuno cantare. Uno dei pastori amici del nonno, arrivò improvvisamente di corsa: Vieni Pavalù! È successa una cosa straordinaria stanotte! È nato il Salvatore del mondo! Ho visto degli angeli… tanti: hanno detto di seguire la stella! Vieni, presto!. Mudoni ebbe l’impressione di essere dentro ad una delle storie che il nonno le raccontava sempre: che fosse quello il Messia che il suo popolo stava attendendo? Se era così bisognava portargli dei regali! Vide il nonno caricarsi sulle spalle un agnellino, l’ultimo nato e lei pensò: Per cuocerlo la sua mamma avrà bisogno di legna… e ne raccolse così tanta che non riusciva a infilarla nel cesto. E poi la sua coperta: ma certo! La sua coperta doveva portarla: sarebbe servita a coprire il bambino. Poche provviste ed eccoli sulla via che la stella indicava. Lungo la strada, c’era tanta gente. Ad un tratto, Mudoni si accorse di una signora che stava piangendo. Ma quella era Pilù, la mamma dei suoi compagnetti di gioco! Le corse incontro e l’abbracciò. Ma Pilù, perché piangi? chiese Mudoni. Non ho più legna per cucinare e i miei bambini hanno fame!. Ma stanotte nessuno deve piangere! – le disse Mudoni -: tieni questa legna che ho nella mia cesta: vedrai che prima di arrivare alla grotta ne troverò ancora!. Che Dio ti benedica disse Pilù tutta felice. Mudoni guardò la stella per riprendere la strada insieme al nonno e le sembrava che era ancora più luminosa di prima. Si rimisero in cammino ma ecco che dopo un po’, videro seduto sul ciglio della strada un povero che per il freddo non riusciva più a muoversi anche se avrebbe voluto seguire la stella come tutti gli altri. Il nonno si avvicinò e gli scaldò le mani e guardò la coperta di Mudoni. Mudoni intuì subito il pensiero del nonno: Ma come! La sua coperta? E come avrebbe potuto presentarsi a quel bambino senza nessun regalo?. Ma fu solo un attimo. Guardò quel povero e felice gli mise sulle spalle la sua coperta. Che strano! Adesso quella stella che li guidava sembrava quasi di poterla toccare. Ed arrivarono così proprio al punto che indicava. Così tanta luce Mudoni non l’aveva mai vista nella sua vita. Uh! Quanta gente c’era! L’ingresso della grotta era fitto fitto di pastori: ad uno ad uno, andavano ad adorare quel bambino e a portargli regali. Venendo via, si dicevano: Ma come è bello! e si fermavano attorno alla grotta come se nessuno volesse andare via da quel luogo. Mudoni non osava avvicinarsi: non aveva nulla da portare. Piano piano però, nascondendosi dietro ai pastori, riuscì anche lei a vedere, tra le gambe dei pastori, il bambino. Come era bello! Era bellissimo! Sembrava che tutta la luce della cometa venisse da Lui. Vide la madre alzarsi, prenderlo in braccio, accarezzarlo teneramente. Improvvisamente però si diresse verso l’ingresso della grotta, proprio lì vicino a lei, così vicino che Mudoni si sentì mancare il fiato. Mudoni! disse la madre. Mudoni?! Sta chiamando proprio me! pensò Mudoni e si affacciò timidamente e… Vieni, Mudoni! le tue mani sono vuote ma è perché hai dato tutto! si chinò dolcemente e mise il bambino fra le sue braccia. In quel momento, si sentì il rumore di alcuni cavalli che si avvicinavano alla grotta. Scesero tre uomini sapienti che venivano dall’Oriente: anche loro avevano seguito la stella. Si inginocchiarono e adorarono il bambino. Si fermarono per un po’ e Mudoni raccontò loro la sua storia, di come era riuscita a tenere il bambino fra le sue braccia. I tre uomini, che poi tutti chiamavano i Re magi, si guardarono tra di loro e, siccome erano sapienti, capirono tante cose. Non si sa poi dove andarono, una volta partiti dalla grotta, ma tanti dicono che andarono ad abitare nel villaggio di Mudoni e che impararono da lei tanti fenomeni astrologici. Soprattutto impararono da lei a vedere tante stelle, tante quanti sono gli uomini sulla terra. Qualcuno dice che loro vivono ancora e che ancora oggi inseguono tutte queste stelle per avvicinarsi con i loro doni ad ognuna di loro.

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