Il segreto di candela Manuela

Il teatro era già pieno. Ulisse, il prestigiatore, mise sul tavolo di velluto nero le carte, il cilindro, il coniglio, la colomba, tanti nastri colorati e un lucente candelabro con tre grandi candele per illuminare il gioco.
Candela Manuela
Il teatro era già pieno. Ulisse, il prestigiatore, mise sul tavolo di velluto nero le carte, il cilindro, il coniglio, la colomba, tanti nastri colorati e un lucente candelabro con tre grandi candele per illuminare il gioco. Poi cominciò ad accendere le candele. La prima, Manuela si accese subito e anche Pamela. La terza candela, Michela, che era vanitosa ed egoista, vedendo che il fuoco cominciava a consumare le altre, non volle accendersi. Invano il prestigiatore strofinò altri fiammiferi. Niente da fare. Pamela, vedendo con quale rapidità il fuoco mangiava la cera, si spense presto. Manuela, unica rimasta a far luce, fu felice di aiutare il prestigiatore a dare gioia a mamme, papà e bambini.

Nella sala c’era un tale silenzio che tutti potevano sentire cosa bisbigliavano le candele. Michela, con aria superba diceva: «Non vedete come il fuoco vi consuma? Cosa rimane di voi? Io sono intera e tutti possono vedere quanto sono bella e colorata! Vedrete che applausi riceverò».

Pamela era addolorata di non essere più intera: «Vedrete che mi farò ricostruire, più bella di prima. C’è un istituto di bellezza che fa miracoli!».

 

Manuela era quasi alla fine, non aveva forza di ascoltare, ma era felice. La colomba, allora, prese quell’ultimo pezzo di candela e volò ad accendere i lumi della sala e dei palchi. Acceso l’ultimo, di Manuela non era rimasto niente. Lo spettacolo si concluse con un grandissimo applauso. Pamela e Michela continuavano a fare inchini di ringraziamento. Pamela era rossa per la vergogna di non essere intera. Michela era convinta che il successo era tutto suo perché era bella, intera, elegante, ma Ulisse, senza nessun rispetto per la sua bellezza la buttò nel sacco dell’immondizia in mezzo a cartacce, torsoli di mele e cose inutili: «Tu non servi a nulla, brutta candela del diavolo, l’altra forse si accenderà, la tengo per un altro spettacolo!»

In sala ci fu silenzio, commozione e gratitudine verso candela Manuela.

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