Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

In profondità > Dialoghi

Il sabato della terra

di Costanzo Donegana

- Fonte: Città Nuova


L’umanità ha atteso per migliaia di secoli. Sperando. Continua ad attendere. Molti surrogati alla speranza le sono stati e le sono presentati: idoli. Che non riempiono il vuoto dell’attesa. Da un’illusione all’altra l’umanità spera.

attesa

Cantava Leopardi nella  sconsolata  conclusione dell’indimenticabile “Il sabato del villaggio”: “Garzoncello scherzoso, /cotesta età fiorita/ è come un giorno d’allegrezza pieno, /giorno chiaro e sereno, /che precorre alla festa di tua vita./Godi, fanciullo mio; stato soave,/stagion lieta è cotesta./Altro dirti non vo’; ma la tua festa/ch’anco tardi a venir non ti sia grave”.

Scusatemi la lunghezza della citazione: leggetela più di una volta.

Cominciamo oggi l’Avvento, il sabato del villaggio, il sabato della terra. L’attesa. Attendere è uno degli atteggiamenti più profondi dell’essere umano: attendere l’amata all’appuntamento, attendere la nascita del figlio, attendere lo sposo dal lavoro…Quando l’atteso/a giunge, sul volto si dipinge un sorriso. Anche quando arriva l’autobus, l’avete notato?

Perché? Mancava qualcuno, qualcosa. Che si sperava. E quando non arriva, allora è la delusione, la tristezza. Il vuoto non riempito.

L’umanità ha atteso per migliaia di secoli con lo sguardo del cuore proteso in avanti. Sperando. Continua ad attendere.  Molti surrogati alla speranza le sono stati e le sono presentati: idoli. Che non riempiono il vuoto dell’attesa. Da un’illusione all’altra l’umanità spera.

L’Avvento è questa attesa, ma in una presenza. Fra un già e un non ancora. Lo si intravede, ma sta ancora nascosto. Svelamento e mistero.

Maria “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19). Vedeva e cercava. Intuiva che sotto quello che vedeva c’era qualcosa di più grande.

“Altro dirti non vo’”, suggerisce Leopardi. L’Avvento vuole aprirci al “sospetto” di quest’Altro, a questa presenza velata, che non delude la festa. Ma che “gioca a nascondino”.  Dove starà?

 

 

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876