Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Musica

Il ritorno di Mannarino

di Franz Coriasco

- Fonte: Città Nuova


Il cantautore romano torna sui mercati con un nuovo disco e un acclamato tour estivo: un altro passo verso la consacrazione tra i grandi del nuovo cantautorato italiano

Alessandro Mannarino foto di Gabriella Bergna.jpg

Per molti è il Tom Waits italiano, per qualcuno solo una versione meno colta e più borgatara di Vinicio Capossela. Comunque sia, Alessandro Mannarino, classe 1979, è uno dei grandi protagonisti dell’estate musicale in corso.

Il suo è un curriculum già consistente: tre album all’attivo, i prestigiosi premi Gaber e Siae in bacheca, perfino una tournée negli States coi Subsonica e i Negrita; è chiaro che questo suo terzo lavoro, intitolato Al monte, uscito a fine maggio, ma ancora vendutissimo (almeno rispetto a gran parte della concorrenza), ha le carte in regola per consentirgli di passare dalle nicchie agli altari del cantautorato nostrano. Il suo stile non ha perso la verve degli esordi e certe nuance da stornellatore d’altri tempi, ma nella sostanza oggi il Nostro assembla solide canzoni riconducibili al folk-pop d’autore di più alto profilo: un po’ caposselliane, un po’ fossatiane in certi soffusi intimismi, vagamente carosonesche negli episodi più ruspanti

Più preciso nella scrittura poetica, più profondo nello scandagliare i sentimenti, il lupo Mannarino s’aggira in queste notti d’estate affamato di sogni più che di battaglie (nonostante una piccola rissa balzata alle cronache settimana fa). Piace e convince sul palco, ma sempre più spesso le sue canzoni sanno anche conquistarsi un posto al sole delle playlist: perché il suo è sì uno stile che profuma d’antico, ma proposto con piglio indubbiamente moderno.

Un album di canti, incanti e disincanti: “Al monte ci vanno santi e briganti, i rivoluzionari e gli asceti  – ha affermato presentandolo alla stampa –. È un luogo sicuro perché libero da recinti e barriere, da costruzioni e campi ordinati, e di notte ci si può nascondere da ciò che non è umano”. Se paragonate alle canzoni del suo primo album, Bar della rabbia, uscito nel 2009, queste nuove sono assai meno goliardiche, più sobrie, riflessive, profonde; prova tangibile di una maturità raggiunta sottraendo coriandoli e aggiungendo spessore e peso specifico, sia nei versi che nel sound, sia nelle tematiche affrontate che nel modo di affrontarle. Storie d’oppressi ed oppressori dove gli estremi talvolta si confondono, dove le speranze e le inquietudini molto spesso si rincorrono.

Mannarino, insomma, ce l’ha fatta. Anche se la strada è ancora lunga e lastricata d’insidie, oggi ben più di ieri: ché il successo è una brutta bestia, più difficile da domare che da agguantare…

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876