Il ritorno di Mahler

Sinfonia n. 1. Roma, Auditorium Conciliazione.
Orchestra Sinfonica Romana
Il concerto inaugurale della nuova stagione dell’Orchestra Sinfonica Romana è stato dedicato al primo appuntamento con l’integrale delle sinfonie mahleriane. Omaggio necessario, visto che nel 2011 si celebra il centenario dalla morte del direttore e compositore austriaco.

Strano che un grande contemporaneo come Toscanini non abbia mai voluto eseguirne le musiche. Al di là delle burrasche personali, lo si comprende. Mahler è di una complessità così attuale che ad un interprete lucido, preciso e sicuro come il grande Arturo risultava ostico. Toscanini era onesto: dirigeva solo la musica che capiva. Eseguita nel 1889 e denominata Il Titano, essa è un poema sinfonico dove il banale si mescola al sublime con indifferenza, con una orchestra gigantesca che ruota fra timbri diseguali, danzante, irrisoria o metafisica: il banale (la citazione della canzone Fra Martino campanaro) si mescola sempre al sublime (il ricordo dell’incipit della Nona beethoveniana) in Mahler. Egli sente il nostro tempo in una faticosa tensione verso un universo unitario, nuovo, che non rompe col passato. Di qui tristezze, sorrisi e squarci di ottoni wagneriani.

Francesco La Vecchia ha diretto con trasporto, tanto che l’orchestra di giovani ne ha dato una lettura fiammeggiante. Uno splendido inizio.

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