Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Cinema

Il Re vikingo

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Il crociato Max vuole distruggere le credenze pagane del popolo di Senigallia incoraggiando il dissenso. Intanto, il vecchio regnante si trova sul letto di morte e senza un erede, e Max vorrebbe prendere il suo posto. Su Primevideo una pellicola del 2018 da rivedere.

Cinema chiusi, chissà fino a quando. Così fioccano film su Primevideo come una nevicata. Questa volta parliamo di un classico racconto più o meno storico e fantasioso, cioè Il Re vichingo, una produzione di Inghilterra e Lettonia, che si beve tutta d’un fiato, scorrevole e per tutti.

Siamo nel tredicesimo secolo, il papa di Roma è una sorta di Borgia prima del tempo (le diverse serie sull’argomento hanno fatto scuola) con due figli illegittimi: uno devoto fino al fanatismo e l’altro, Massimiliano (James Bloor), un sadico pazzo che vuole per sé l’impero della Senigallia, cioè le terre intorno al Baltico, non ancora cristianizzate. Il re “pagano” morente affida il trono – dandogli un anello “magico” – al nipote Namejs (Edwin Endre), un giovane biondo e avventuroso, innamorato della sua Langua (Aiste Dirzinete). Il ragazzo dovrà vedersela con i capi tribù ambiziosi che non lo accettano, con alcuni traditori e soprattutto con Massimiliano e i suoi “crociati”- una banda di malfattori – che assalta il villaggio, viene sconfitto, ma poi ritorna alla grande – dopo aver aggredito suo padre-papa come un Cesare Borgia – in una epica battaglia, ovviamente con molto sangue (Il Trono di spade ha insegnato). Naturalmente, la divisione fra buoni e cattivi è presto fatta – la chiesa romana non fa una bella figura – e l’esito finale prevedibile.

Quello che rende interessante il film, ben girato, svelto, bene interpretato nei ruoli consueti di padre-figlio, amico-nemico, fedele-traditore -, è la storia dell’ “anello magico” ( tra saga dei Nibelunghi e la serie filmica dell’Anello). Esso non è un semplice talismano miracoloso, ma corrisponde alla presa di coscienza, da parte del giovane re e della sua gente, che la libertà va conquistata e che gli dei parlano certo nei luoghi sacri, ma ancor più nel profondo del cuore: è qui che si trova la forza per combattere il male.

Piacevole, non troppo lungo (114 minuti), il racconto, un affluente del fiume di fiction fantamedievali su vichinghi e templari di Amazon e Netflix, scorre. Anche se prevediamo come andrà a finire, per chi ama il genere che mescola storia a fantasy, sarà  una visione distesa – massacri a parte (ma ci viene propinato ben altro oggi) –  della storia come avventura e azione.

 

Mario Dal Bello.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876