Il rapido delle 10

In attesa dell’arrivo del mio treno sto per poggiare lo zaino su una panchina. Un ragazzino, appoggiato al bracciolo di ferro, si muove con scatti decisi, veloci, come se volesse colpire un ostacolo invisibile nell’aria. Appena si accorge di me, porge la sua mano mentre i suoi occhi seguono il ritmo che gli auricolari gli portano dal suo lettore mp3 che maneggia con destrezza. Denti bianchissimi risplendono sull’ovale scuro del viso. Dico qualcosa e lui si toglie un’auricolare. Cosa stai ascoltando? Metal. Cosa vuoi da me? Soldi. Perché? Lo so io perché. E il suo palmo aperto è sempre più insistente davanti a me. Gli do un cioccolatino che qualcuno accompagnandomi alla stazione mi aveva messo in tasca. Meglio che niente, dice senza ringraziare. Quella sfacciataggine mi fa sorridere. Si diverte anche lui. Lo scorgo ancora dal finestrino del treno mentre ritmicamente muove tutto il corpo come se fosse solo su quel marciapiede. Sarà figlio di musicanti? In questi Paesi dell’Europa orientale i musicanti zigani rappresentano forse la classe più integrata e anche la più benestante. Mi sorride da lontano senza perdere il suo ritmo. Scompartimento Il treno lentamente si avvia e guardo ancora il piccolo zingaro dentro la sua musica. Esco presto dal suo orizzonte. Dallo zaino tiro fuori quanto mi aiuterà a riempire le quasi sei ore di viaggio che mi stanno davanti mentre nello scompartimento stanno prendendo posto tre adulti. Una coppia di anziani e un ragazzone che la coppia aiuta a sedersi. Mi salutano con garbo. Poi entra una ragazza vistosamente elegante e consapevole di essere bella. Anche lei saluta e insieme rispondiamo. Mi trovo tra le mani una lettera che qualcuno mi aveva dato alla fine della mia conferenza della sera prima. C’è un ringraziamento ed anche un’inattesa somma che copre abbondantemente il viaggio di andata e ritorno. Mi scrive che i brani stralciati dall’esortazione apostolica di Benedetto XVI erano stati per lui non tanto uno stimolo ad approfondire il documento quanto il bisogno di fare un salto nella fede. Le circostanze mi stanno da tempo costringendo a diventare adulto. E mi spiega che aveva dato all’Eucaristia un valore magico fuori dalla realtà di tutti i giorni fermandosi a quel punto, senza andare oltre per non mettersi su una slavina pericolosa. Non aveva mai sospettato che l’Eucaristia avesse a che fare con la sua vita di tutti i giorni, con il suo respiro, con il suo lavoro, con il suo rapportarsi con ogni persona che incontrava, con la sua coscienza di esistere. Sì certo c’era di mezzo la fede, ma da come il papa parla dell’Eucaristia è aiutato a comprendere diversamente la società e quindi il ruolo della Chiesa. Vinile Cosa leggi?, mi chiede il ragazzone con un sorriso uguale a quello della donna che gli siede accanto. La lettera di un amico, rispondo. Come si chiama?. La signora lo distrae offrendogli qualcosa da bere e lo aiuta ad asciugarsi le labbra. L’altro signore gli sbottona la polo. Il sole dell’inoltrata primavera entra generoso nello scompartimento. Guardando quel ragazzone che da solo non riesce a tenere il bicchiere mi torna in mente l’abilità del piccolo zingaro a maneggiare il suo lettore mp3 e il pensiero mi porta al giradischi che mio padre mi aveva regalato quando ebbi 17 anni. Nella mente si compone senza fatica l’elenco dei primi 45 giri comprati. Che rivoluzione i 45 giri di vinile rispetto ai 78 giri in bachelite che facilmente si graffiavano con la stessa puntina del pickup che saltava o restava nello stesso solco a renderlo sempre più profondo! Che abilità che avevo a spingere con delicatezza quel braccio vibrante e aiutare la puntina a entrare nel solco giusto! Di 45 giri non ne avevo molti, anche perché costosi per le mie disponibilità, ma ogni disco era una parola, un momento di vita, una festa da non dimenticare, un sogno sempre sogno, i passi del twist da imparare bene, la musica di un film che mi aveva fatto piangere, un regalo da una persona che contava: erano la colonna sonora della mia gioventù. Rinascere Riprendo la lettura e scelgo i brani dell’esortazione apostolica che avevano fatto colpo su chi mi scrive. Lui si scontra con la risposta di Gesù a Nicodemo che se uno non rinasce dall’alto non può vedere il regno di Dio e si chiede appunto come sia possibile rinascere se l’uomo in tutta la vita non fa altro che formarsi, crescere, maturare opinioni? È possibile tornare indietro? E nell’esortazione la risposta è chiara: rinasci se accogli l’amore di un Dio che si fa vicino attraverso tutte le combinazioni e forme di vita. Guardo dal finestrino per vedere il panorama. Con me anche il ragazzone sta guardando. Mi osserva innocente. La signora accanto a lui si è appisolata. Ha un sorriso sulle labbra. È sicuramente la madre, si somigliano troppo. Anche il signore ha dei tratti che ritrovo nel ragazzo ed ora lo sta guardando con un amore indefinibilmente sacro. Un figlio così! Un tragico sbaglio della natura. Come sarà quando i genitori moriranno? Chi penserà a lui? Intanto la ragazza risponde ad una telefonata. È brillante, vivace, accompagna le sue risposte con sorrisi, con gesti rapidissimi della mano, quasi avesse davanti l’interlocutore. Scherza, è felice. Il ragazzone la guarda senza curiosità ma con un sorriso di compiacimento. Ho l’inspiegabile certezza che quella famigliola ha raggiunto una qualità d’amore molto alta. Riprendo la lettura della esortazione: L’uomo è creato per la felicità vera ed eterna, che solo l’amore di Dio può dare.Ma la nostra libertà ferita si smarrirebbe, se non fosse possibile già fin d’ora sperimentare qualcosa del compimento futuro. Il ragazzone mi guarda mentre leggo. Saprà leggere? Mi rivolgo a lui con un sorriso. Gli basta. Ne è grato. Monti Tatra La ragazza parla di feste e gite da organizzare. Il ragazzone la guarda, mi guarda. Il suo sguardo, girando qua e là, è sempre uguale. Vedrà oltre le apparenze? Vedrà l’amore? Ha un’innocenza che diffonde speranza. Il controllore, dopo aver annullato i nostri biglietti, ci saluta con grande rispetto poi ci chiede se abbiamo visto lo spettacolo dei monti Tatra che oggi sono particolarmente belli nella loro imponenza. Il ragazzo guarda la madre che sta rispondendo al controllore, poi il suo sguardo arriva fino a me che sto ringraziando e sembra che sia soddisfatto anche di me. La ragazza lo guarda, si fa seria e nei suoi occhi si disegna veloce una linea luccicante. Il rapido delle 10 corre su binari di un altro tempo.

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