Il primo in tutto

«Il nostro primogenito vuole essere “il primo” in tutto. Compete con gli altri bambini e persino con noi genitori. Cosa è più utile fare in questi casi?». Carolina - Torino
«Il nostro primogenito vuole essere “il primo” in tutto. Compete con gli altri bambini e persino con noi genitori. Cosa è più utile fare in questi casi?».

Carolina – Torino

 

È frequente oggi che i bambini abbiano comportamenti un po’ troppo “da grandi”. Nella loro personalità di base vi è magari una particolare tenacia nel difendere le proprie opinioni o una particolare paura di perdere il primato affettivo, di non essere accolti e capiti dai genitori e da altri adulti significativi. Col tempo il loro atteggiamento si fa più rigido nel rivendicare un ruolo da protagonisti, diventano come degli attaccanti sul campo di calcio che giocano senza passare la palla. Il rischio è che questi bambini perdano la consapevolezza di quanto è bello cooperare cercando l’accordo e l’armonia.

 

È vero che i genitori sono sfibrati dal compito continuo di correggere l’intemperanza individualista del proprio bambino, che sfida e mette a dura prova fino a far litigare per causa sua. Ma ai bambini non piace che si sottolineino le loro difficoltà e il litigio dei grandi per causa loro è un modo per sottolinearle. Allora le emozioni negative prendono il sopravvento e rendono il comportamento infantile ancora più individualista.

 

Invece se il bambino è competitivo i genitori non dovranno esserlo. Se litiga di continuo, occorrerà di continuo proporre la pace. Nei volti dei genitori il bambino vede sé stesso, il suo ruolo in famiglia, capisce chi è veramente. L’atteggiamento dei genitori è come uno specchio per il bambino e può rimandargli un’immagine positiva di fiducia anche quando il suo comportamento è stato negativo. Non per negare un problema ma per superarlo insieme. E che sollievo interiore per un “piccolo” constatare che “i grandi” sono rimasti sereni! Fa così bene al cuore che il piccolo comincia a cambiare, a intuire la bellezza del ricominciare insieme; a capire che si sentirà importante anche senza scontrarsi con gli altri, anche senza dover essere il primo in tutto.

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