Il Pitigrilli di Montparnasse

Dall’intervista apparsa su Città Nuova n. 1 del 1962 al giornalista e romanziere, il cui vero nome era Dino Segre.
Il giornalista e romanziere Dino Segre

Dall’intervista apparsa su Città Nuova n. 1 del 1962 al giornalista e romanziere – il cui vero nome era Dino Segre – che in Italia ha goduto una vasta fama nell'anteguerra e poi ha messo a rumore mezzo mondo con la sua conversione dall'ateismo alla fede cattolica. All’epoca abitava nel cuore del quartiere parigino degli artisti e dei bohémien.
 
Pitigrilli è affabile, vorremmo dire fraterno; ci narra della sua vita, del suo lavoro di giornalista, delle sue esperienze in Sud America: «Credo di averlo già visto proprio laggiù questo giornale», ci dice, sfogliando Città Nuova e vuol sapere di Igino Giordani e dei redattori…
Poi, brevemente, ci narra della sua vita: «Mi iscrissi a Legge, ma invece di frequentare quei corsi, che non riuscivano a interessarmi, me ne andavo ad ascoltare le lezioni di botanica, di medicina, di zoologia, col risultato che la mia tendenza agli studi positivi si rafforzò ancor più, e con essa il mio ateismo.
«Nello stesso tempo – la cosa può sembrarvi paradossale – sentivo attrazione verso quel genere di ricerche che va sotto il nome di "spiritismo": lessi una montagna di libri sull'argomento, partecipai a una infinità di sedute con medium, ma per anni e anni non feci che vedere trucchi, mistificazioni, isterismi di esaltati. Tuttavia furono quelle manifestazioni preternaturali ad avvicinarmi alla chiave del mistero…».
Bisogna proprio riconoscere che le vie del Signore sono infinite. «Appunto – dice Pitigrilli – io sono arrivato alla fede per la porta di servizio; e se vi ho parlato di questa mia esperienza è proprio per mettere in evidenza fino a che punto arriva la misericordia di Dio. Però voglio subito aggiungere che non consiglio a nessuno di tentare esperienze simili, perché i danni che arrecano sono incalcolabili… Ora cerco di vivere da buon cristiano, di osservare i dieci comandamenti e di amare il mio prossimo. Conduco una vita ritirata e le mie uniche amicizie sono gli artisti di Montparnasse. Ho dato mano a un nuovo romanzo, un'opera impegnativa, soprattutto perché, a un dato punto, vi faccio apparire la Madonna. Ma come parla la Madonna durante un'apparizione? Penso che girerò l'ostacolo facendo capire dai discorsi dei protagonisti quello che ella dice…».
Cosa farebbe se potesse nascere di nuovo? Pitigrilli soggiunge: «Probabilmente mi rifarei come sono perché in fondo, attraverso miei errori, qualcuna ne ho azzeccata, no? Direi anzi che debbo proprio ad essi la gioia di ciò che sono oggi; voglio dire che sono stati i miei errori a mostrarmi, indirettamente, qual era il vero cammino che dovevo intraprendere».

Carlo Casabeltrame

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