Il pentateuco, il deuteronomio a e Spinoza

«Credo che oggi ci sia un vastissimo consenso intorno al fatto che gli studi sul Pentateuco stanno procedendo in una grande incertezza. Il De Pury nell'introduzione al bel libro Le Pentateque en question, di cui egli è il curatore oltre che autore di alcune parti, ha scritto citando una frase di Otto Eckart: "Ci troviamo oggi davanti a uno sconvolgimento negli studi del Pentateuco?". La risposta era affermativa. lo vorrei ora proporre una diagnosi della situazione simile a quella del de Pury, ma con una differenza: col termine "sconvolgimento" il de Pury voleva indicare l'esistenza di una rivoluzione in atto e su questo sono d'accordo. Dalle parole del de Pury si percepisce, inoltre, la speranza che questa rivoluzione possa portare a buoni risultati. Su questo punto sono meno ottimista, perché mi sembra che resti un errore che va alla radice stessa del metodo: il modo di porsi davanti al testo. È proprio questo modo per me sbagliato di porsi davanti al testo che ha prodotto nel campo degli studi sul Pentateuco una vastità di opinioni divergenti, quale non si trova in nessun altro settore della ricerca biblica. Come è naturale, le difficoltà odierne hanno la loro radice nel passato. Per questo vorrei attirare l'attenzione su come alcune soluzioni adottate in passato abbiano condizionato e condizionino tuttora il nostro modo di porci davanti al testo del Pentateuco». ( ... ) «Durante il XVII secolo venne fuori un altro problema riguardante il Pentateuco. Era ormai accettato, almeno negli ambienti più aperti, che Mosè non era l'autore del Pentateuco. Una volta perso il rapporto secolare fra il testo e il suo autore, fu l'opera stessa che finì con l'essere messa in discussione, perché la sola ragione che permetteva di considerare il Pentateuco come opera unitaria, era l'unità dell'autore. Fu Spinoza colui che si accorse per primo dell'importanza della nuova prospettiva e che cercò di arrivare su questa base a nuove interpretazioni. Spinoza aveva compreso perfettamente che, se il Pentateuco aveva perduto il suo autore, contemporaneamente aveva anche perduto il suo testo».

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