Il papa: mai cacciare un bimbo che piange dalla chiesa

In visita presso la parrocchia romana di San Giuseppe all'Aurelio, domenica Francesco ha detto: «Il pianto del bambino è la voce di Dio». Anche se fanno rumore, anche se possono dar fastidio, non devono mai essere cacciati via
Papa Francesco in visita nella parrocchia di San Giuseppe all'Aurelio

«I bambini piangono, fanno rumore, vanno di qua e di là. Ma mi dà tanto fastidio quando in chiesa un bambino piange e c'è chi dice che deve andare fuori. Il pianto del bambino è la voce di Dio: mai cacciarli via dalla chiesa». Nella “domenica della gioia” continua la rivoluzione firmata Francesco. Il "papa venuto dalla fine del mondo", che sta risvoltando le abitudini troppo ingessate della Chiesa, ha continuato inesorabilmente il lavoro avviato per forgiare una comunità accogliente, umile, generosa, fraterna.

In visita presso la parrocchia romana di San Giuseppe all'Aurelio, parlando con alcune famiglie, ha detto ciò che ogni genitore da tempo aspettava di udire. Aggiungendo, poi, che il pianto dei bambini «è la migliore predica».

Parole di speranza, di amore e di accoglienza, quelle di papa Francesco, che ridanno coraggio alle famiglie. Chi, infatti, avendo dei figli, è stato tanto fortunato da non essere mai incappato in un sacerdote troppo zelante, pronto a rimproverare incauti mamme e papà perché il proprio figlioletto ha cominciato un pianto a dirotto o si muove troppo tra i banchi?

Per fortuna, amore e tolleranza sono ben presenti in molte chiese. E così, se qualche sacerdote fa diplomaticamente finta di non sentire pianti e capricci (mentre qualche fedele immediatamente protesta!) o accetta con serenità e un pizzico di divertimento bambini sgambettanti che si avventurano fin sull’altare, qualcun altro – anche durante l’omelia – non manca di pronunciare qualche battuta simpatica per rasserenare i genitori e i loro piccoli.

In altre chiese, invece, i parroci hanno addirittura creato degli spazi adatti per i più piccoli: aree insonorizzate in cui si può serenamente seguire la messa, divise da vetrate dal resto della chiesa e corredate di tavolini e seggioline a misura di bambino, con tanto di fogli bianchi e pastelli per colorare divertendosi (non è fantascienza, basta farsi un giretto nell’accogliente chiesa di San Mattia apostolo, in via Fucini, a Roma per verificare). Piccole oasi di pace, serenità e condivisione che contribuiscono a rendere più belli i giorni di festa.

Naturalmente, sta ai genitori aver cura di evitare gli eccessi, di non approfittare delle parole del papa per sconfinare nella maleducazione e nell’indifferenza rispetto ai bisogni degli altri. Cercando di avere tutti, l’uno per l’altro, quell’attenzione, quell’accoglienza e quell’amore di cui parla e che sempre mostra papa Francesco verso tutti e, in special modo, verso i più piccoli e i più emarginati e sofferenti.

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