Il palpito dell’Uno

Caravaggio

«Sono una catechista di adolescenti. Ultimamente una ragazzina di 15 anni mi ha sottoposto un libro di Angelo Bona, “Il palpito dell’Uno”. La vedo entusiasta tanto da dire che lo consiglierebbe a tutti.

«Io ho cercato sul web informazioni su Bona, ho letto i pareri sui suoi scritti, e sono rimasta molto confusa; inoltre ho sentito parlare molto di questa fantomatica data del 2012. Cosa pensare? Ci sono collegamenti con la fede in Gesù? E l’unione con Dio? C’è qualcosa di vero? Insomma, come ne parliamo agli adolescenti? Dobbiamo “demonizzare”, rifiutare ogni altra “voce” che parla dell’Uno? Penso che il mistero di Dio sia così grande che nessuna fede o religione possa pretendere di avere in mano tutta la Verità. Per noi la rivelazione massima è Gesù, quindi restare su quanto da lui detto e insegnato; ma tutti gli altri?».

Maria – Novara

 

Gentilissima signora Maria, parto da quello che lei stessa scrive: «Nessuna fede può pretendere di avere in mano tutta la Verità!». Ma poco dopo lei stessa afferma: «Per noi la rivelazione massima è Gesù». Ecco: la “bellezza” della nostra fede è proprio questa: abbiamo incontrato la “Verità”. «Io sono la Via, la Verità, la Vita», dice Gesù. È una “Verità” che si propone a noi non come un insieme di dottrine, di affermazioni dogmatiche, ma come una persona. È nell’incontro con Gesù che tutta la mia esistenza e tutta la storia si capovolge nel suo senso: «Chi segue me, ha la luce della vita». È una “pretesa” non nostra, ma sua: eppure, lui non si impone, ma si offre, perché in lui la “nostra” vita trovi la sua pienezza. Di qui parte il confronto di tutto ciò che sono, compresa la mia intelligenza, con la vita e la parola di Gesù. 

Mi lasci dire che la prima sua preoccupazione, come catechista, può rimanere quella di far incontrare ai suoi ragazzi questa figura affascinante che è Gesù: e questo può partire da un “ascolto” profondo del loro vissuto, delle loro esigenze, dei loro drammi interiori, non pretendendo di avere la risposta pronta a tutto.

 

«Demonizzare ogni altra “voce” che parla dell’Uno?», domanda ancora lei. Qui mi sembra un po’ il cuore della questione, e vorrei dirlo da due angolature: una più prettamente evangelica, l’altra di carattere più scientifico.

Nella presentazione del libro che lei cita – Il palpito dell’Uno, l’ipnosi regressiva e i colloqui con gli Spiriti Maestri (il titolo completo è in sé più significativo della prima parte) –, l’autore scrive: «La realtà vissuta da noi quotidianamente è un incantesimo nel quale il due non esiste, ma confluisce sempre nell’Uno». Secondo la parola di Gesù, ognuno di noi è fatto “per” l’altro, fino al punto di “donare” tutto sé stesso per l’altro: eppure, è proprio in questo donarsi che ciascuno ritrova sé stesso, non scompare in qualcosa di indefinito. Il “due” e l’Uno confluiscono l’uno nell’altro: e questo è l’aspetto più affascinante della nostra fede. Noi crediamo in un Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo, dove il reciproco donarsi non annulla l’individualità, ma la esalta. Questo significa che l’amore portato da Gesù “salva” al tempo stesso l’unità e la distinzione: salva, in definitiva, la persona umana. Provi a far riflettere i suoi ragazzi, ad esempio, sul fatto che proprio questo porta a scoprire la profondità e la ricchezza dell’amore uomo-donna.

 

Sotto l’aspetto più propriamente scientifico, Angelo Bona scrive: «La scienza giustamente ritiene di non poter integrare in essa l’ipnosi regressiva, perché apre territori e mondi non ancora classificabili». L’ipnosi regressiva è una tecnica utilizzata da Bona ed altri all’interno della psicoterapia: tuttavia, se il metodo può avere un suo punto di partenza scientifico, non lo è nelle sue conclusioni, producendo falsi ricordi e confabulazioni, cioè racconti deformati nel loro contenuto. Inoltre, si produce una mescolanza indebita di elementi scientifici, filosofici e religiosi, che vanno invece valutati secondo i propri livelli di conoscenza e di metodo.

Stando così le cose, anche la presunta fine del mondo non ha alle sue spalle se non presunte “rivelazioni”, che purtroppo possono essere considerate vere all’interno di un mondo che manca di “Verità”!

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