Il natale dell’ I-Pod

In cima alla lista degli oggetti più desiderati del prossimo Natale, l’iPod è il marchingegno destinato a mutare radicalmente – e per l’ennesima volta… – il consumo musicale del pianeta. L’invenzione consente di scaricare legalmente milioni di canzoni e dunque, tra le altre cose, di realizzare infinite compilation personalizzate a prezzi finalmente ragionevoli. Il che significa anche che i giovani postmoderni potranno continuare a fare senza patemi ciò che in verità fanno da tempo: scegliere da un album solo le canzoni che piacciono davvero e ignorare tutto il resto. Ma scartabellando fra le novità del momento, salta subito all’occhio un’altra variazione di rilievo: il progressivo tramonto del cd a favore del dvd, innovazione che consente alle disastrate casse discografiche di tirare un’altra boccata d’ossigeno. Ce n’è ovviamente per tutti gusti, ma è facile prevedere che la parte del leone la farà la recente pubblicazione del cofanetto quadruplo Live Aid: dieci ore di musica per il concertone transoceanico che giusto vent’anni fa segnò l’apogeo del rapporto tra music- business e iniziative di solidarietà. Sperando che l’iniziativa serva non solo a rimpinguare anche le casse benemerite del Band Aid Trust di sir Bob Geldof, ma anche a convincere molte star dell’ultima ora a pren-derlo da esempio gettando l’occhio – e soprattutto il cuore – al di là del proprio ego. Ciò detto, bisogna aggiungere che mai come quest’anno tutti i grandi della scena sono presenti sui mercati, chi coi loro nuovi lavori, chi con antologie più o meno monumentali o pretestuose. Inutile aggiungere che anche qui l’offerta supera di gran lunga la domanda. Tra le novità discografiche di fine anno spiccano i ritorni degli U2 How to dismantle an atomic bomp (Universal) e dei Rem, Around the sun (Cgd-Warner), imprescindibili per chiunque s’ostini a credere che il rock non morirà mai. Chi invece è convinto che sia morto e sepolto da tempo, potrà bearsi con una laicissima trinità di eroi della controtendenza riapparsi in splendido sincronismo sui mercati con altrettanti gioielli artigianali destinati a clienti dai gusti tanto raffinati quanto anticonvenzionali: Tom Waits col suo ostico Real Gone (Anti), il sempreverde Leonard Cohen (ce ne siamo occupati sul numero scorso), e il redivivo Paolo Conte con lo splendido Elegia (Cgd-Warner) pubblicato a ben nove anni dal suo precedente lavoro in studio. Tutto il resto è opinabile: agli amanti del folkrock consiglio il bel tributo al compianto Warren Zevon in Enjoy every sandwich (Rykodisc), agli ipertrofici del pop il sorprendente ritorno delle Destiny’s Child che mostrano una decisa maturazione nel loro Destiny Fulfilled (Sony Music); ai nostalgici il delizioso esercizio di riesumazione operato da Brian Wilson in Smile (Cgd-Warner), il capolavoro incompiuto dei Beach Boys dell’era aurea. A chi trova la Pausini insopportabilmente melensa suggerisco di fare un pensierino al ruvido ed intenso Pearl Days (Universal) di Elisa, così come chi trovasse troppo sofisticato Sul sentiero (Emi) di Sergio Cammariere, potrà bearsi dei classici intramontabili del signor Zero, lanciatissimo con il cd-dvd Figli del Sogno (Sony Music). Per i romantici c’è il nuovo Elton John di Peachtree Road (Universal), per i sensazionalisti Encore (Universal) del signor Eminem, per i jazzofili il morbido When I fall in love (Sony) di Chris Botti, mentre gli etnofili potrebbero scegliere tra il Mulatos del cubano Omar Sosa, l’intrigante Lela dell’egiziano Hakim, e l’intenso Egypt (Cgd-Warner) del senegalese Youssou N’- Dour. Infine, per i trendisti sempre alla ricerca della classica next best thing suggerisco un poker di band emergenti di sicuro avvenire: i taglienti Interpol di Antic (Extra Label), i Good Charlotte di Chronicles (Epic), l’ensemble di pop sinfonico Polyphonic Spree col sontuoso Together we’re heavy (Edel) e le svedesi Concretes con l’omonimo album per la Astralweeks. Sereno Natale a tutti…

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