Il mondo in una bolla

Una fragile bolla di sapone si stacca dalla cannuccia di Marcello e sale in cielo.
Il mondo in una bolla
Una fragile bolla di sapone si stacca dalla cannuccia di Marcello e sale in cielo mentre, nel suo cuore trasparente, i colori intonano canzoni variopinte. Forte è la voce del Rosso: «Rossi i papaveri d’estate, le belle mele, le angurie gelate. Rosso è il cuore d’ogni bambino, che di pelle sia bianco, nero o giallino». Gaia la voce dell’Arancione: «Io dipingo carote, arance e mandarini: ce n’è per tutti, portate i cestini! Con le loro vitamine fan bene ai bimbi e alle bambine». Il Giallo canta: «Giallo il sole la mattina, gialla la pera settembrina. Gialla la banana che hai in mano, giallo dorato è il grano. Gialla in cielo una stellina e la notte si avvicina». È pacata la voce del Verde: «Verdi sono le verdure, grasse, magre, molli, dure: i peperoni, l’insalata, gli spinaci con frittata. Mangia, o bimbo, la verdura cucinata con gran cura». Il Blu dice: «Io sono un colore che, in natura, non ha frutta, non ha verdura. Ma ho il mare per nuotare, per pescare, navigare. Anche il cielo è tutto blu e tu voli in su e in giù». E il Viola conclude: «Viola l’uva zuccherina, la melanzana, la susina. Sono viola le violette: fanne un mazzo per la mamma, dalle un bacio e vai a nanna».

 

La bolla, felice, esclama: «Dentro di me così piccina, è racchiuso tutto il mondo!». Ma ora i colori si mescolano insieme, in un frenetico girotondo. La piccola bolla si sente girare la testa, poi tutto diventa bianco e, all’improvviso, scoppia, disperdendosi in mille goccioline d’acqua. Marcello la guarda, rattristato. Il papà intanto entra nella stanza: in mano tiene un grande fiocco azzurro. Marcello grida: «Evviva, è un fratellino! Non sono più solo, ho qualcuno con cui giocare! Oh papà, io scoppio di felicità!». Il bambino ora tace, pensieroso, e guarda verso il cielo, poi esclama: «Ho capito! La mia bolla è scoppiata per la felicità e adesso è una parte di cielo!». Un alito di vento sfiora i riccioli biondi di Marcello: è la carezza della sua bolla di sapone.

 

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