Il mio paese

Un documentario interessante, del 40enne Daniele Vicari, che osserva il mondo lavorativo ed economico italiano dei nostri giorni, raffrontandolo con quello girato in bianco e nero nel 1959 da Joris Ivens. Il documentarista olandese era stato incaricato da Enrico Mattei, presidente dell’Eni, di dimostrare che l’Italia non era un paese povero. Invece, la sua opera riprese con fedeltà molte situazioni di povertà, percorrendo la penisola da nord a sud, tanto che deluse e ne fu ostacolata la diffusione. Ora il percorso geografico è l’inverso, ma la fedeltà al vero la stessa. Il mio paese colpisce per la serietà dell’indagine e la vastità del materiale raccolto. Vicari all’esposizione lineare delle espressioni popolari, caratterizzanti il lavoro di Ivens, contrappone uno stile più nervoso e ricco di invenzioni visive, immagini sgranate e suoni vibranti. Ciononostante, il linguaggio è pacato, discreto e, a tratti, lirico. Siamo accompagnati in ambienti vari: a Gela, nella Basilicata, nell’Enea, a Prato, a Marghera. Grazie a numerose osservazioni visive e ad alcune interviste, scopriamo difficoltà, errori, timori e speranze. E tutto ciò, prescindendo da interpretazioni politiche. Gradualmente, siamo condotti ad una visione complessa, che tiene conto dei fattori economici, dei pericoli dell’inquinamento, dell’importanza dell’imprenditorialità, dell’onestà necessaria all’iniziativa, invece del velleitario sfruttamento della svalutazione ai tem- Cinema pi della lira. Il volo fantascientifico sognato da un bambino veneziano, nel film di Ivens, viene collegato con la delusione causata dall’inevitabile crollo di attività industriali non sane. Emerge, alla fine, la dignitosa umanità dolente dei lavoratori, impegnati per tutta la vita in lavori precari e non facili, né retribuiti come in altri paesi. Un mondo, in definitiva, non molto diverso da quello di una volta, come dice la canzone finale di Nadia, nel quale è importante andare avanti e muoversi con maggior senso di responsabilità. Regia di Daniele Vicari. Raffaele Demaria

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