Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Arte e Spettacolo

Il lontano Oriente arriva a Udine

di Chiara Andreola

- Fonte: Città Nuova


Si è conclusa la 15ma edizione del Far East Film Festival: un evento non solo cinematografico, che mette in contatto tutta la città con Paesi e popoli del Sol Levante

Far East Film Festival

57 titoli, 24 ospiti internazionali, oltre 60 appuntamenti ed eventi collaterali: la 15ma edizione del Far East Film Festival, a Udine dal 19 al 27 aprile, non ha deluso le aspettative nonostante gli ingenti tagli – oltre 150 mila euro su un budget di 650 mila – che avevano fatto temere una rassegna in sordina. Nato nel 1998, è diventato negli anni uno dei punti di riferimento per gli appassionati di cinema asiatico in Occidente: chi avesse girato per Udine in quei giorni avrebbe visto cinefili accampati fuori il teatro dove avvenivano le proiezioni o assistere alle lezioni di arti marziali al parco, partecipare ai concerti e alle serate a tema nei locali, girare nei mercatini di prodotti di quelle terre, e avrebbe notato visitatori con gli occhi a mandorla intrattenersi con i residenti locali – solo per citare alcuni esempi. Una manifestazione a tutto tondo, “condita” anche da mostre, concorsi fotografici e di cosplay – ispirati a costumi e trucchi manga –, e presentazioni libri – tra cui gli scritti del regista cinese King Hu, per la prima volta tradotti in italiano e inglese.

Se Giappone e Corea si sono confermati i Paesi più rappresentati – con 12 titoli ciascuno –, il grande emergente del 2013 è stato la Cina, che ne ha presentati 10. «Il cinema cinese sta vivendo una fioritura alimentata dal pubblico interno –  spiega Thomas Bertacche, coordinatore del festival –: anche le maglie della censura si sono allentate e da quest'anno si è visto un tentativo di uscire dalla consuetudine». Un ulteriore tassello nella costruzione di un festival che vuol essere prima di tutto incontro e conoscenza: «Il lontano Oriente, purtroppo, rimane tale – afferma Bertacche – nonostante il crescente interesse per le potenze economiche emergenti. Ma non possiamo nemmeno pensare di fare affari con loro se non ci conosciamo: in questo senso, la cultura è un investimento a tutti gli effetti».

Il festival si è concluso sabato notte con la consegna dei Gelsi, premio ufficiale della manifestazione, assegnati dal pubblico. Sul primo gradino del podio è arrivata la commedia How to use guys with secret tips, del sudcoreano Lee Won-Suk, seguito dal pulp-horror thailandese Countdown. Al terzo posto si è invece classificato uno dei film più attesi della manifestazione, IP Man – the final fight di Herman Yau, nuova tappa della saga sul leggendario maestro di Bruce Lee. Il Gelso d'oro alla carriera è andato quest'anno al sudcoreano Kim Dong-Ho: «Un amico da cui abbiamo imparato molto – lo definisce Bertacche – e che, da funzionario del ministero della cultura, è diventato una delle personalità più importanti del cinema coreano: il festival di Pusan, da lui fondato, nel giro di dieci anni è diventato il più importante dell'Asia, ed è grazie a lui che registi come Kim Ki Duk sono riusciti ad espandersi».

Vera eccezione nel panorama dei film in concorso è però stato Comrade Kim goes flying, dalla Corea del Nord: un rarissimo esempio di coproduzione internazionale (con Belgio e Gran Bretagna) per un'industria cinematografica controllata dallo Stato, che ci racconta la storia di una minatrice che sogna di fare la trapezista. La protagonista e la produttrice – organizzatrice del Pyongyang Film Festival – sono riuscite a raggiungere Udine nonostante la precaria situazione del Paese, per presentare al pubblico la loro opera in anteprima italiana: un'occasione unica per conoscere un popolo con il quale è purtroppo difficile incontrarsi, e una prova di dialogo tra la Corea del Nord e il resto del mondo.

Ma il Far East è prima di tutto un evento di città, che coinvolge anche chi in sala non entra: di qui la scelta degli organizzatori di non tagliare sulla qualità dei film e sugli eventi, nonostante i minori fondi disponibili, preferendo piuttosto chiedere una quota di ingresso ad iniziative un tempo gratuite: «Siamo convinti – afferma Bertacche – che la gente capisca il valore di questo lavoro, e sia quindi disposta a contribuire. Senza contare l'indotto turistico che il festival garantisce a Udine».

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876