Il lavoro per amante

«Pur avendo la possibilità di lavorare di meno, non ci riesco, mi lascio coinvolgere troppo e trascino in casa le tensioni accumulate». Una giovane sposa - Roma
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Oggi si verificano due situazioni piuttosto comuni: c’è chi desidererebbe lavorare di meno e non può; e chi invece potrebbe farlo, ma non riesce a dare il giusto posto al lavoro. In entrambe le situazioni è sempre vantaggioso, almeno prima di entrare in casa, cercare di lasciare fuori le tensioni accumulate per accogliere chi ci attende con ansia e desidera condividere le sue preoccupazioni.

È necessario, però, ricordare che la nostra esistenza presenta diverse colorazioni tutte importanti, da equilibrare tra loro per una vita serena e completa. Il lavoro è sicuramente una di queste: abbiamo bisogno di lavoro per vivere, per realizzarci, per il nostro personale contributo alla società; ma non possiamo trascurare tutte le altre dimensioni: il rapporto con l’Assoluto, l’attenzione agli altri, la cura dell’ambiente, lo studio, il riposo, la comunicazione nella coppia.

Per evitare la frammentazione interiore, tutto deve essere unificato dall’amore. È l’amore il fluido nel quale dobbiamo quotidianamente immergerci. Allora impegniamoci con responsabilità nel lavoro, non tanto o non solo per la carriera, ma soprattutto per i benefici che potremmo procurare agli altri. Se poi dobbiamo cucinare o facciamo sport, cerchiamo di farlo soprattutto per fortificarci ed avere le forze sufficienti per continuare ad amare. Studiamo, informiamoci, documentiamoci, ma sempre per amore, per riuscire a dare risposte ai grandi interrogativi della nostra epoca, e così via.

Certo, possono esserci momenti in cui riusciamo appena a sopravvivere (i bambini piccoli, impegni gravosi), ma non dobbiamo scoraggiarci: prima o dopo riusciremo ad equilibrare il tempo del lavoro con tutti gli altri tempi di cui ha bisogno la nostra vita.

 

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