Il kit del bilancista

Esaminare le spese del bilancio familiare. Per vivere meglio risparmiando. Possibile?
Supermercato
Si definiscono “consumatori con il portafoglio dalla parte del manico”. È l’esperienza di 1200 famiglie italiane legate alla campagna “Bilanci di giustizia”. L’idea nasce da don Gianni Fazzini, responsabile della pastorale degli stili di vita per la diocesi di Venezia, nel 1993. Il cambiamento, ne è convinto, comincia in famiglia, dal bilancio mensile e annuale. Monitorare, infatti, con pazienza e costanza le spese si può. A cominciare dagli scontrini. 

La prima idea di fondo è filosofica: la consapevolezza di sé. Sapere come sono utilizzati i soldi è il primo passo per prendere coscienza del nostro bilancio e capire dove intervenire, dove migliorare, dove tagliare, dove investire. Se non si sa come, dove e quando si spendono i nostri soldi, è impossibile modificare i nostri consumi. Nel sito www. bilancidigiustizia.it potete scaricare il kit del bilancista con tutte le schede necessarie per tentare di cambiare lo stile di vita quotidiano. Non si tratta, naturalmente, di meri calcoli aritmetici, perché anche il bilancio è una questione di stile.

Esistono nel kit tre schede: mensile, stagionale, annuale. La peculiarità della scheda mensile è che per ciascuna voce ci sono due colonne: quella per i consumi “usuali” e quella per i consumi “spostati”. I consumi spostati sono quelli che diventano obiettivo di revisione e possono essere dirottati verso alternative migliori. Si tratta, infatti, di distinguere il necessario dal superfluo.

E i risultati, dati alla mano, ci sono. I “bilancisti” hanno una spesa mensile inferiore del 16 per cento rispetto alla media Istat, con alcuni picchi in settori fondamentali per una famiglia: meno 39 per cento sui prodotti alimentari, meno 56 per cento su quelli igienici e meno 49 per cento sull’abbigliamento. E soprattutto più 72 per cento alla voce “divertimenti e cultura”. E, anche qui, come in altre esperienze, si riscontra che l’idea di sobrietà è positiva perché per tutte queste famiglie risparmiare ha significato investire di più su altre risorse: tempo libero, cultura, relazioni, salute, ambiente. Insomma, su ciò che conta davvero nella vita!

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