Il grande amico orso

Questa è la storia di Giusi, una coniglina con un paio di occhiali rosa. E questa è soprattutto la storia dell’orso Alessio, ma di lui parleremo più avanti. Stasera, prima di dormire, Giusi chiede alla mamma di leggerle una pagina del libro sulla vita degli animali del bosco. È la pagina che parla dell’orso: – L’orso è un grosso animale, alto circa un metro e mezzo. Si nutre di bacche, frutti, ghiande, insetti. È ghiottissimo di miele che va a prendere da sé negli alveari. Giusi osserva l’illustrazione: un orso bruno sta succhiando golosamente il miele da un favo. “È davvero grande e grosso – pensa -, ma non sembra avere l’aria cattiva”. Il giorno dopo, la coniglina mette nel suo panierino un barattolo di miele e una manciata di more e si avvia, con decisione, verso il bosco. Dopo avere percorso un bel po’ di strada, incontra il tasso Michele. – Per favore, Michele, sai dirmi dov’è la tana dell’orso? – Più avanti, molto più avanti – risponde il tasso, il quale non sembra avere l’aria tranquilla. Giusi cammina e cammina ancora, finché incontra la marmotta Teresa. – Mi sai dire dov’è la tana dell’orso? – chiede anche a lei. – Più avanti, molto più avanti – risponde, scappando, la marmottina. Così, avanti, sempre più avanti, finalmente Giusi arriva davanti a uno steccato di legno sul quale c’è un cartello con la scritta:”Orso Alessio”. – Ci sono! – esclama contenta; ma poi, ricordandosi che è davanti alla casa di un orso, corre a nascondersi, dietro un cespuglio. Il cuore le batte forte forte, mentre sporge timidamente il musetto tra le foglie: l’orso Alessio è lì, seduto su una panca gialla, e sta risolvendo un gioco di parole crociate. Giusi si fa coraggio: dopo tutta quella strada non vuole certo tornare indietro senza avergli parlato! – Buongiorno, signor orso – dice piano. Così piano che l’orso non la sente neppure. Giusi ripete il saluto, cercando di dare alla sua voce un tono sicuro. Questa volta l’orso Alessio la sente e, abbassandosi verso di lei, esclama: – Toh, una coniglina! Ciao, come mai sei arrivata fin qui? – Io mi chiamo Giusi e sono venuta qui perché la mamma mi ha letto un libro sulla vita degli orsi e volevo vederne uno in carne e ossa. – E così l’hai visto! – risponde Alessio, divertito -. Che cosa ne pensi? – Penso che sei davvero grosso, ma non sembri cattivo. – Infatti, non sono cattivo! Vieni, mettiti a sedere qui. Giusi si siede sulla panca di fianco al grande orso, il quale dice, incuriosito: – Io sento nell’aria un certo profumino… – Oh, che sbadata! – esclama Giusi che, per l’emozione, si è scordata del suo panierino -. Ecco, ti ho portato un po’ di more e il miele. Alessio sorride, poi si alza ed entra nella sua tana. Poco dopo ricompare sulla soglia con una ciotola che porge alla coniglina, la quale esclama, sorpresa: – Hai il trifoglio! Il mio libro non diceva che anche voi orsi lo mangiate. – Infatti non lo mangiamo, ma io ne tengo sempre un pochino in frigorifero, nel caso capitasse da queste parti qualche coniglina. Giusi mastica il suo trifoglio, soddisfatta. È bello stare lì al fresco, in compagnia di un nuovo amico. – Giusi, parlami un po’ del prato – chiede Alessio – … e degli uomini: io non posso andare laggiù perché, se mi vedono, si spaventano e scappano. – Il prato – risponde Giusi – è immenso! Almeno, per una coniglina! Ed è verde, vellutato e profumato. Gli uomini… neanch’io li conosco perché, se li vedo arrivare, scappo: noi conigli siamo timidi e paurosi, non lo sapevi? – No, io non ho un libro di storie bello come il tuo! L’orologio a cucù, appeso sopra l’ingresso della tana, annuncia che sono le undici. – Com’è volato il tempo – esclama Giusi -. È ora di tornare a casa… purtroppo! Giusi resta un attimo pensierosa, a fissare le nuvole, poi domanda: – Orso Alessio, che cos’è il tempo? – Il tempo è la misura del tuo cuore. – Spiegami meglio, non capisco. – Quando il tuo cuore è felice, il tempo passa veloce. Quando il tuo cuore è triste, il tempo sembra non passare mai. L’orso Alessio appoggia delicatamente la sua grossa zampa sulla spalla della coniglina e prosegue: – Giusi, impara ad amare tutto il tempo che ti è dato: quello della gioia e quello del dolore. Solo così il tuo cuore sarà sempre nella pace. Giusi ha ascoltato attenta le parole dell’orso. Ora però deve tornare a casa. “Com’è bello avere trovato un grande amico”, pensa, mentre saltella verso il piano. A casa, la mamma le dice che la nonna è a letto con l’influenza. Giusi dovrà andare da lei per tenerle compagnia e aiutarla un po’. Dalla nonna, la coniglina si dà subito da fare: le prepara un brodo caldo, le legge una pagina del suo libro illustrato, scopa la stanza e va a fare la spesa. Passa così qualche giorno. Ogni tanto le amiche di Giusi vengono a chiamarla. – Non posso venire a giocare con voi, la nonna ha bisogno di me – risponde la coniglina e la saluta. – Questi giorni devono essere proprio brutti per te, Giusi! – osserva la lepre Enrica. – Oh no, io sono contenta. – Perché? – Perché sto imparando ad amare tutto il mio tempo e così il mio cuore è nella pace. Dall’interno, la nonna la chiama: – Giusi, oggi mi sento meglio. Che ne diresti di preparare insieme una torta di more? – Oh sì, nonna, però dovrai darmene due fette! – Certo, cara, te le sei meritate. Quando la torta è pronta, la coniglina ne mette una fetta nel suo panierino: questa è per un amico che abita lassù sulla montagna e che, oggi, Giusi andrà a ringraziare.

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