Il graffio della regina

Enzo Natta - Iris Edizioni
Libri
Enzo Natta è critico e storico del cinema da decenni, di consolidata e giusta fama.

Logico aspettarsi prima o poi da lui un trhiller che sembra apposta scritto per diventare una sceneggiatura da cui ricavare uno di quei film polizieschi che ti tengono attaccati alla sedia.

 

I personaggi: un commissario poco espansivo, un giornalista chiaccherone, un cartomante affidabile, ma non si sa fino a che punto, una bella sostituto procuratore in piena crisi matrimoniale e una coppia in apparenza felice…

Ce n’è abbastanza perché il cadavere ritrovato in una comoda cittadina vicino alla Francia – Natta è un ligure innamorato della sua terra – scateni tutte le ipotesi possibili.

 

Perché un titolo simile? Sta al lettore scoprirlo. Lo stile è graffiante, e l’umorismo nero che qua e là alligna ne asseconda il tono da artiglio. Ma, attenzione. Ogni scena è descritta con precisione millimetrica, soprattutto ti fa “vedere” quello che accade, come se si fosse al cinema.

 

Natta ti prende per mano e ti conduce dove vuole, tanto è seducente il meccanismo intrigante che fa seguire la storia per i meandri della psiche, che l’autore conosce bene, sino all’inghippo conclusivo.

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